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Caso Dionigi, il sindaco: "Nessun rimpasto". E al M5S: "Guardino in casa propria"

Il riferimento è al caso politico che ha tenuto maggiormente banco in questa fine d'anno 2016: quello che ha toccato l'assessore alla Trasparenza Tommaso Dionigi

Nessun rimpasto in giunta, né ora né nel prossimo futuro. “La squadra di giunta funziona bene”, taglia corto il sindaco Paolo Lucchi. Il riferimento è al caso politico che ha tenuto maggiormente banco in questa fine d'anno 2016: quello che ha toccato l'assessore alla Trasparenza Tommaso Dionigi e la società del suo socio d'affari, la Habenas, che ha ottenuto un incarico diretto del Comune per 36mila euro, poi oggetto di rinuncia. Sul caso le opposizioni hanno prima fatto uno “sciopero della parola” in Consiglio Comunale per poi culminare in un contro-consiglio comunale, disertando l'assise ufficiale.

Il centro-destra ha già annunciato che da gennaio tornerà a sedere in Consiglio Comunale, mentre il M5S andrà avanti con la protesta. Tuttavia il ritorno di parte dell'opposizione dall'Aventino non comporterà modifiche di giunta: “Non ho in testa cambiamenti di deleghe e di persone, il giudizio dei cittadini sulla squadra di giunta è positivo”, spiega Lucchi a margine della conferenza stampa in cui ha presentato il suo bilancio di metà mandato.

Le parole più dure sono per il Movimento 5 Stelle: “Il consigliere regionale Bertani, che aveva sollecitato alla Regione di intervenire sulla questione per ricreare il dialogo ha sul cellulare una decina di miei messaggi sms, a cui non è mai giunta una risposta, in cui chiedo a Bertani stesso un incontro”. Ed ancora: “I 5 Stelle avevano promesso un'assemblea pubblica ogni sei mesi per la verifica dell'azione degli eletti, non mi risulta che sia mai stato fatto se non alcune volte all'inizio della scorsa legislatura. Inoltre resta ancora da spiegare come due consiglieri, quelli col maggior numero di preferenze, si siano dimessi. Anche i 5 Stelle, insomma, dovrebbero prima guardare in casa propria e farsi un esame di coscienza”.

E sul contro-consiglio ammette che sia stata “una trovata comunicativa efficace”, ma “esiste almeno un tema amministrativo che unisca quell'assemblea, tranne la critica al Pd? Pd, per inciso, che anche quando si trova come si dice isolato, riesce ad ottenere un grande consenso in città, come si può vedere al referendum, dove – oltre alla faccia di Renzi sul sì c'era stampata un po' anche quella del sindaco”.

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