Casa della Salute di Savignano, le associazioni: "Ci sono ancora carenze"

Durante l'incontro è stato esaminato lo “stato dell’arte” della Casa della Salute di Savignano: "Risulta ancora carente rispetto al progetto elaborato sulla base delle linee di indirizzo della Regione"

"Preoccupazioni" in merito alla ventilata riduzione dell’apertura del centralino-portineria-accettazione e informazione dell’ospedale Santa Colomba di Savignano, dove sono presenti l’Hospice e l’Ospedale di Comunità, a seguito del pensionamento di due operatori. E' la preoccupazione manifestata dal presidente del Centro per i Diritti del Malato "Natale Bolognesi", Luca Menegatti, e dal referente Anteas del Rubicone, Luigi Brancato, in un incontro svolto nei giorni scorsi alla presenza del presidente dell'Unione dei Comuni, Filippo Giovanni, del presidente del distretto socio sanitario Rubicone-Mare, Luciana Garbuglia, e dei dirigenti Ausl Francesca Righi, direttrice del distretto Rubicone-Mare, e Riccardo Varliero, direttore dell'Unità Operativa di Cure Primarie di Forlì-Cesena.

Le associazioni hanno ribadito "l’importanza di tale servizio per i cittadini che accedono in quella struttura" e l'amministrazione comunale di Savignano ha assicurato "un intervento per garantire il prosieguo di tale servizio come allo stato attuale". Durante l'incontro è stato esaminato lo “stato dell’arte” della Casa della Salute, che, spiegano Menegatti e Brancato, "risulta ancora carente rispetto al progetto elaborato sulla base delle linee di indirizzo della Regione, in particolare per quanto riguarda “l’assetto organizzativo” della Casa della Salute e dei servizi coordinati dal Dipartimento di Cure Primarie".

Il Centro “Natale Bolognesi” e Anteas ritengono questo elemento "estremamente importante, dato il livello di complessità delle attività erogate nella struttura che richiedono una costante, forte ed efficace “regia organizzativa”. Tra gli strumenti individuati dalla direttiva regionale, ma non ancora attivato, è previsto un “Comitato di partecipazione” alle decisioni, costituito dai principali attori che gravitano attorno alla Casa della Salute. Il “Comitato” deve essere composto dal responsabile organizzativo della Casa della Salute, che coordina il comitato, dalla Direzione Distrettuale e del Dipartimento di cure primarie, dal coordinatore assistenziale, dal servizio sociale territoriale e, nel nostro caso, anche dal referente dell’ospedale di comunità e dell’Hospice, in quanto presenti, oltre che dai rappresentanti della comunità e delle associazioni dei cittadini". L’importanza di tale organismo è stato ritenuto indispensabile anche da Varliero.

Menegatti e Brancato hanno poi chiesto "la verifica su altre due questioni rilevanti: il monitoraggio delle liste di attesa per i servizi presenti a livello distrettuale, in modo da garantire che vengano usufruiti dai cittadini nell’ambito del distretto stesso e nei tempi previsti dalle normative, senza che i cittadini siano costretti a recarsi in altre strutture fuori dal distretto, eventualità quest’ultima che crea disagi specie per gli anziani e le persone ammalate; ed una nuova valutazione degli spazi e del posizionamento dei locali per l’Ospedale di Comunità e per il servizio H12".

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