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Casa di riposo, metà degli operatori rifiuta il vaccino. Baccini: "Governo colmi il vuoto normativo"

"Scrivo la presente - si legge nella missiva - per segnalare un problema gravissimo che riguarda la campagna vaccinale “Covid-19”, che trova origine nella situazione contingente che sta emergendo nella Casa Riposo Anziani “Camilla Spighi”

Il sindaco di Bagno di Romagna Marco Baccini tiene accesi i riflettori sul caso degli operatori della casa di riposo che rifiutano il vaccino. Il sindaco chiede lumi attraverso una lettera inviata al Premier Giuseppe Conte, al ministro della Salute Speranza, al Prefetto Antonio Corona, al presidente della Regione Bonaccini e all'assessore regionale alla salute Donini.

"Scrivo la presente - si legge nella missiva - per segnalare un problema gravissimo che riguarda la campagna vaccinale “Covid-19”, che trova origine nella situazione contingente che sta emergendo nella Casa Riposo Anziani “Camilla Spighi”, gestita direttamente dal Comune di Bagno di Romagna.  Tra i 37 operatori della struttura, infatti, solo 19 si sono sottoposti al vaccino, mentre ben 16 operatori hanno per ora rifiutato l’immunizzazione. Una percentuale così elevata di operatori che hanno rifiutato il vaccino ha lasciato tutti molto scossi, perplessi e impauriti per la garanzia del servizio svolto dalla struttura a tutela degli ospiti, dei familiari, dei colleghi che non possono sottoporsi al vaccino, nonché per le ripercussioni e le responsabilità che ne possono derivare in capo all’Ente nell’ipotesi di scenari negativi, che non sono da escludere".

"D’altra parte, il carattere facoltativo del vaccino consente di esprimere legittimamente il rifiuto, ma espone le strutture di gestione di servizi socio-sanitari e le Istituzioni a gravi responsabilità, che non possono essere dipendere da scelte individuali. Neppure la sospensione dalle mansioni lavorative o il collocamento in aspettativa dei lavoratori o addirittura il licenziamento possono essere soluzioni prive di ripercussioni sul funzionamento dei servizi nonché per il maggior carico di spesa pubblica connesso al reclutamento di sostituti e per le inefficienze connesse. A fronte di una simile situazione ed un simile scenario, Vi chiedo quali azioni il Governo voglia immediatamente intraprendere per superare un vuoto informativo e normativo che crea problemi gravi, imminenti e concreti ai livelli locali, con conseguenti assunzioni di responsabilità in capo a Sindaci ed amministratori nell’affrontare la gestione di un piano di uscita dalla pandemia, che non può essere lasciato ad iniziative individuali".  

"Dopo che per ormai un anno abbiamo ricevuto atti aventi forza di legge con i quali sono state limitate libertà fondamentali individuali e collettive, sono state chiuse le scuole e sospese attività economiche con danni gravissimi anche da un punto di vista di salute individuale e pubblica, ora che esiste lo strumento per uscire da questa “castrofe” Vi chiedo perché non è stato reso obbligatorio il vaccino, almeno per le categorie più esposte della popolazione, e quali azioni intendete intraprendere di fronte ad uno scenario che non riguarderà solamente Bagno di Romagna. Una risposta che si rende tanto più necessaria considerando che la medesima situazione riguarderà poi anche le persone fragili e quelle che hanno più bisogno di essere protette, ma che ben possono legittimamente rifiutare il vaccino. Certo, si tratta di una situazione diffusa che trova origine ancor prima nella mancanza di una campagna di informazione strutturata e preventiva, che doveva essere gestita e prevista proprio nel momento in cui si è deciso di rendere facoltativo il vaccino, ma che non ha raggiunto l’opinione pubblica né tantomeno quelle fasce di popolazione più competenti e sensibili, in balia invece delle opinioni quotidiane che vanno rincorrendosi e screditandosi a vicenda, creando caos e confusione su un tema di primaria importanza". 

"Oltre alle azioni di carattere generale, alla luce dello scenario normativo e informativo attuali, Vi chiedo in ultimo come ritenete che debba affrontare la situazione contingente della CRA “Camilla Spighi”, nell’obiettivo di garantire la sicurezza della struttura e di preservare quanto più possibile il lavoro di tutti i dipendenti, escludendo – se possibile – azioni drastiche, che non vorrei essere costretto ad assumere. Sicuramente, si tratta di situazioni che avrete sicuramente previsto e sulle quali avrete individuato forme di gestione e soluzione, che però non sono state esplicitate, quantomeno per le vie istituzionali. Data l’estrema importanza dei temi in questione, resto in attesa di un riscontro urgente". 

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