Casa di riposo 'focolaio': "Servizi appaltati all'esterno e nessun esproprio", la onlus fa chiarezza

La Fondazione Maria Fantini: "23 gli ospiti contagiati, dei quali 6 sono deceduti e i restanti sono attualmente ricoverati"

Venerdì è arrivato il provvedimento del sindaco che ha riguardato la casa di riposo "Maria Fantini", diventata 'focolaio' del virus, senza dubbio la situazione più critica in città. Il sindaco Enzo Lattuca, sulla base di una relazione dell'Ausl ha tolto in via provvisoria e straordinaria la gestione della struttura stessa alla Fondazione Maria Fantini Onlus, affidandola all'Ausl.

Una decisione quella del sindaco assunta per "la drammatica carenza di personale sia infermieristico, sia Oss necessario per gestire il numero crescente di ospiti contagiati“. Gli ultimi tamponi non hanno registrato ulteriori positività, ha informato il sindaco lunedì mattina. Intanto arriva anche il punto di vista della Fondazione Maria Fantini Onlus che "intende fare chiarezza rispetto alle vicende accadute nell’ultimo periodo, poiché circolano numerose inesattezze ed approssimazioni". 

In primis il bilancio parla di "23 ospiti contagiati, dei quali 6 sono deceduti e i restanti sono attualmente ricoverati; 6 operatori contagiati che ci risultano essere al proprio domicilio".

"La Fondazione Maria Fantini - si legge nella nota - da sempre senza fini di lucro e iscritta all’anagrafe Onlus dal 1998, ha un proprio statuto approvato dalla Regione Emilia Romagna, è retta da un Consiglio di Amministrazione composto da cinque membri i quali esercitano tutti la propria funzione, tanto il Presidente quanto i Consiglieri, senza percepire alcun compenso, ma per semplice volontariato. La Fondazione, nell’esecuzione del proprio Statuto, attraverso il proprio Consiglio di amministrazione ed il proprio personale dipendente, opera, ed ha sempre operato negli anni, esclusivamente al fine di tutelare il benessere psicofisico e la salute degli ospiti della Casa per anziani Maria Fantini da lei gestita. La Fondazione ha 5 dipendenti (Direttore, Coordinatrice, Impiegata economa, Animatrice Psicologa e Operatore Tecnico manutentore) ed è autorizzata per 40 posti di CRA (Casa Residenza Anziani non autosufficienti) con accreditamento concesso dall’Unione dei Comuni della Valle del Savio e dall’AUSL Romagna e rinnovato fino al 31.12.2024, cui si aggiungono 26 posti di Casa Albergo".

"I servizi della struttura - spiega la Fondazione - sia quelli in regime di Cra che quelli in regime di Casa Albergo, sono svolti mediante appalto concesso alle seguenti ditte, tutte operanti nel settore: La Riabilitazione srl per il servizio infermieristico e riabilitativo; Coop.Team Service per le funzioni socio sanitarie, Coop. Cils per il servizio di pulizia e Coop. Gemos per il servizio di ristorazione. Per legge e per contratto le suddette ditte offrono un servizio completo nei rispettivi ambiti di competenza e il loro personale è gestito direttamente da coordinatori e responsabili delle stesse. E’ poi compito e obbligo delle ditte appaltatrici fornire il personale necessario secondo gli accordi contrattuali e i parametri stabiliti dalle norme regionali sull’accreditamento. Il rispetto dei requisiti imposti dall’accreditamento è oggetto di controllo periodico da parte dell’Ausl, dell’Unione dei Comuni Valle del Savio e dell’Organismo Tecnico in Ambito Provinciale (OTAP). Sempre in base alla legge spetta alle ditte appaltatrici dotare il personale dei dispositivi di protezione individuali adeguati ed effettuare i necessari corsi di aggiornamento e qualificazione previsti per legge".

"Ciò premesso occorre precisare che, al verificarsi dei primi allarmi circa l’infezione da Covid-19, in ottemperanza dei decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, la Fondazione ha disposto il divieto dell’ingresso in struttura alle persone esterne, compresi i parenti degli ospiti, ai quali comunque è stato assicurato il contatto con i propri cari tramite strumenti telematici che si è provveduto a mettere a disposizione. Purtroppo, nonostante tutte le misure anti-contagio adottate (oltre al divieto di ingresso degli esterni, un esteso utilizzo di gel per l’igenizzazione delle mani e di mascherine chirurgiche da parte degli operatori) il 22 marzo si è verificato il primo caso di un ospite positivo al Covid-19. Non è stato possibile accertare l’esatta modalità del contagio, tuttavia pare probabile che esso sia avvenuto tramite un operatore della struttura già contagiato ma asintomatico. Successivi accertamenti del Dipartimento di Sanità Pubblica hanno evidenziato positività sia in altri ospiti sia fra il personale, secondo i tempi e gli avvenimenti già noti. Sono stati effettuati da parte del Dipartimento di Sanità Pubblica due tornate di test sia sugli ospiti che sugli operatori. La prima il 22 e 23 marzo i cui esiti hanno evidenziato la presenza di 14 ospiti e di 3 operatori positivi. La seconda il 1 e 3 aprile i cui esiti hanno evidenziato 9 ospiti e 3 operatori positivi. In generale molti sono risultati asintomatici".

"Ciò ha portato a una situazione difficilissima nella quale in particolare la Coop. Team Service e La Riabilitazione srl hanno dichiarato la loro impossibilità a sostituire il personale mancante, assente per contagio per altre patologie o per dimissioni, nonché a fornire al personale invece presente ed operante i dispositivi di protezione individuali nella quantità necessaria oltre alla relativa formazione specifica . La Fondazione, al fine di ovviare alla situazione che si stava man mano verificando, si è subito adoperata in supporto delle ditte appaltarici nella ricerca sia di personale (purtroppo in gran parte infruttuosa), sia di dispositivi di protezione, in parte acquistati e in parte ricevuti in dono (a tal proposito, si ringrazia sentitamente il Sindaco e il Corpo dei Vigili Urbani di Cesena, la Farmacia Fiorita e la ditta Cartesio Fulcard srl che ne hanno donati generosamente oltre all’AUSL e alla Protezione Civile). Stante il numero di positivi che man mano emergevano non era possibile per la Fondazione istituire e gestire all’interno della Casa di Riposo un reparto speciale Covid-19, con tutto quello che ciò comportava in termini logistici, di organizzazione degli ambienti (nati, attrezzati ed autorizzati per tutt’altra destinazione), di dotazione strumentale e di personale. Proprio per evitare nella Casa per Anziani la propagazione dei contagi e l’aggravamento della situazione, la Fondazione ha condiviso nelle riunioni tenutesi con le varie Unità Operative dell’Ausl, coinvolte nella gestione dell’emergenza, la situazione oggettiva in cui si trovava a operare e il medico di struttura ha provveduto a sollecitare l’Ausl per un intervento di affiancamento per la gestione della straordinaria situazione che si stava verificando".

"Tutto ciò ha portato all’intervento del Sindaco di Cesena che, con propria ordinanza, venerdì ha affidato all’Ausl  la gestione temporanea dei servizi socio-sanitari della Casa di Riposo, lasciando i servizi amministrativi e logistici alla gestione della Fondazione. Quindi nessun “esproprio” o “commissariamento” o “chiusura della Casa”, come da parte di qualcuno si è voluto forzatamente interpretare l’atto sindacale, ma un provvedimento di presa in carico da parte dell’ente competente (Ausl) di una situazione emergenziale caratterizzata da numerosi contagi in espansione e dal venir meno, in contemporanea, del personale necessario che doveva essere fornito dalle ditte affidatarie dei servizi, situazione che la Casa per Anziani non poteva gestire autonomamente.  In seguito all’ordinanza del Sindaco, l’Ausl ha predisposto il temporaneo ricovero degli ospiti positivi presenti in struttura allo scopo di riorganizzare gli spazi e il personale. La situazione complessiva ad oggi è la seguente: 23 ospiti contagiati, dei quali 6 sono deceduti e i restanti sono attualmente ricoverati; 6 operatori contagiati che ci risultano essere al proprio domicilio. Il personale della Fondazione e quello delle ditte appaltatrici sta collaborando fattivamente con l’AUSL per la gestione della situazione e per l’erogazione di tutti i servizi agli ospiti".
 

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