Rush finale per Casa Bufalini: a breve il bando per individuare il concessionario

Il Comune si sta preparando per individuare il soggetto a cui affidare in concessione l’immobile, con il compito di sviluppare al suo interno le attività del laboratorio.

Rush finale per avviare la nuova vita di Casa Bufalini come "laboratorio urbano aperto", capace di coniugare cultura e nuove tecnologie e far crescere nuove idee imprenditoriali. Mentre stanno volgendo alla conclusione i lavori di riqualificazione dello storico immobile, infatti, il Comune si sta preparando per individuare il soggetto a cui affidare in concessione l’immobile, con il compito di sviluppare al suo interno le attività del laboratorio.

Nei giorni scorsi la Giunta comunale ha approvato le linee di indirizzo propedeutiche alla pubblicazione del bando di selezione del concessionario. Nel dettaglio, la delibera appena licenziata dalla Giunta stabilisce che la concessione avrà la durata di 8 anni; al concessionario saranno destinati  650.000 euro come contributo economico per la gestione del Laboratorio Aperto “Casa Bufalini”, e altri 155mila euro per l’acquisto di arredi e attrezzature (entrambe le somme sono coperte dal finanziamento ricevuto dalla Regione nell’ambito del Por Fesr Emilia – Romagna 2014-2020). Inoltre, vengono indicate le modalità previste per il canone di concessione, anche in questo caso messe a punto per favorire l’attività del concessionario. Infatti, a fronte di un valore di mercato stimato in 18mila euro annui (per un totale di 144mila euro riferiti agli otto anni di concessione), il concessionario di Casa Bufalini non pagherà nulla nei primi quattro anni, mentre a partire dal quinto pagherà una somma annua di almeno 6mila euro, per un totale di 24mila euro nell’arco dei secondi 4 anni (questa cifra è indicata come base d’asta, e quindi potrà essere soggetta a rialzo in sede di gara). A carico del concessionario, inoltre, ci saranno i costi relativi alle utenze, alla manutenzione ordinaria e alle pulizie.

"Per Casa Bufalini stiamo entrando nella fase più importante - sottolineano il sindaco Paolo Lucchi, l’assessore ai Progetti Europei Francesca Lucchi e l’assessore alla Cultura Christian Castorri -. I lavori di ristrutturazione sono ormai in dirittura d’arrivo, con la previsione di concludersi entro il periodo natalizio.  Ma il recupero della struttura, di per sé impegnativo  e di grande importanza, è solo la prima tappa nel percorso per realizzare a Cesena uno spazio incentrato sull’innovazione e sulla creatività, capace di innescare un impatto positivo sia sulle attività commerciali che culturali, nell’ottica di promuovere le industrie culturali e creative del nostro territorio. Un percorso che abbiamo potuto intraprendere grazie al fondamentale apporto dei contributi regionali: in tutto 3 milioni di euro, di cui 1,6 milioni di euro per il recupero dell’immobile, un milione di euro per sostenere l’avvio dell’attività e la gestione del laboratorio e, infine, 400mila euro per la sua promozione. Proprio per perfezionare l’arrivo di quest’ultima tranche, nei giorni scorsi abbiamo approvato anche il testo dell’accordo ad essa relativo, che andremo a sottoscrivere con la Regione".

"E’ evidente - proseguono sindaco e assessori - che l’individuazione del concessionario è fondamentale per far decollare adeguatamente questo progetto, e stiamo lavorando per accelerare i tempi, in modo da consentirgli di essere pienamente operativo quando gli saranno consegnati gli spazi". Intanto sono in fase di ultimazione i lavori edilizi sulla Casa Bufalini. L’intervento è iniziato nell’autunno 2017 e, sulla base del progetto messo a punto dal Comune, ha visto la demolizione di tutte le parti non più recuperabili, a cominciare dai solai e dalla copertura, che sono stati ricostruiti rispettando i materiali esistenti e tenendo conto delle normative antisismiche. Anche le murature interne ed esterne sono state in parte ricostruite ed adeguate simicamente, mentre particolare attenzione è stata dedicata al recupero di tutti gli elementi originali e caratteristici dell’edificio. Il restauro ha interessato anche l’abside della chiesa di San Francesco, unico elemento sopravvissuto alla demolizione di metà Ottocento; dopo essere stato murato e inglobato all’interno del Palazzo, questo spazio era stato trasformato in due ambienti sovrapposti con la costruzione di un solaio intermedio. Con i nuovi lavori, è stato eliminato il solaio (sostituito da un ballatoio perimetrale in acciaio e vetro), mentre per consentirvi l’accesso si è pensato a un percorso pavimentato in legno che attraverserà il cortile posto sul retro dell’edificio.

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