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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Cronaca

Carta dei diritti del lavoro, coinvolti 9mila lavoratori: parte la raccolta firme

Anche la Cgil di Cesena ha concluso la prima fase di consultazione dei lavoratori all'interno della mobilitazione della Cgil nazionale sulla cosiddetta "Carta dei diritti universali del lavoro"

Anche la Cgil di Cesena ha concluso la prima fase di consultazione dei lavoratori all'interno della mobilitazione della Cgil nazionale sulla cosiddetta “Carta dei diritti universali del lavoro”, una proposta di legge che regolamenta le normative sul lavoro cancellando diverse parti del Jobs Act da sempre nel mirino della Cgil.

La prima fase dell'attuazione del progetto, che si è appena conclusa, prevedeva la promozione e la richiesta di appoggio da parte dei propri iscritti in tutte le Cgil italiane. Gli obiettivi iniziali erano quindi due: da una parte promuovere la “Carta dei diritti” e dall'altra proporre dei referendum abrogativi riferiti alle leggi vigenti. Secondo i dati presentati dal segretario territoriale di Cesena Lidia Capriotti, sono state organizzate 313 assemblee nei posti di lavoro, con circa 9mila lavoratori coinvolti. Al 99% questi si sono espressi a favore delle iniziative della Cgil. In generale in Italia sono quindi state organizzate 41 mila assemblee per divulgare questi obiettivi, a cui hanno partecipato più di un milione di lavoratori.

Ed ora si procede con la raccolta firme: 50mila per la legge di iniziativa popolare e 500mila per i referendum abrogativi, anche se la Cgil si è posto l'obiettivo “simbolico” del milione di firme. I primi banchi per la raccolta di firme saranno organizzati nella giornata di sabato in tutte le principali piazzedel territorio. A Cesena lo stand sarà in Galleria Urtoller e Cesenatico piazza Pisacane, con orari di funzionamento dalle 9,30 alle 12 e dalle 15,30 alle 19.

I referendum abrogativi proposti da Cgil sono tre: il primo servirà per eliminare il sistema dei voucher, che propone un sistema di diritti fantasmi valorizzando ancora di più la precarietà del lavoratore. Il secondo riguarda l'assegnazione di appalti pubblici. L'ultimo referendum riguarda l'abrogazione delle tutele crescenti: vuole essere ripristinato il concetto per il quale se un lavoratore ha commesso un danno tale per cui è previsto il licenziamento, questo deve essere riconosciuto da un giudice, altrimenti si provvederà al reintegro del soggetto nel posto di lavoro.

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