"Ottomila disoccupati, 1500 famiglie seguite dai servizi": si fa il punto sulle nuove povertà

L'appuntamento è per sabato, a partire dalle ore 9, al Palazzo del Ridotto: dopo i saluti del sindaco Paolo Lucchi e del vescovo Douglas Regattieri, interverrà l'assessore ai servizi per le persone Simona Benedetti

FOTO DI REPERTORIO

Confrontarsi e lavorare insieme per affrontare il problema, e la sfida, rappresentata dall’impoverimento della città. E’ questo l’intento che il Comune e “Tavolo delle Povertà” (a cui partecipano Centro per le Famiglie - Asp Cesena Valle del Savio, Caritas Diocesana e Associazione Mater Caritatis, Associazione San Vincenzo de Paoli, Croce Rossa Italiana - Comitato Locale di Cesena, Associazione Campo Emmaus, Associazione Banco di Solidarietà, Associazione Grazie e Pace, Associazione Centro di Aiuto alla Vita, Gruppo Famiglie Casa Bella) si sono prefissati promuovendo un’edizione speciale di Carta Bianca, emblematicamente intitolata “Più poveri, meno soli”.

L’appuntamento è per sabato, a partire dalle ore 9, al Palazzo del Ridotto: dopo i saluti del sindaco Paolo Lucchi e del vescovo Douglas Regattieri, interverrà  l’assessore ai servizi per le persone Simona Benedetti, che focalizzerà l’attenzione sui nuovi bisogni e le nuove risposte necessarie davanti all’impoverimento della città. Prenderà, poi, la parola Don Giovanni Nicolini, sacerdote di Bologna, che parlerà del “Coraggio dell’accoglienza”. A seguire gli interventi dei cittadini, secondo la collaudata modalità di “Carta  Bianca” che mette a disposizione 5 minuti a chiunque desideri dare un contributo e avanzare proposte sul tema.

 “Nel mezzo di una crisi sconvolgente – spiegano Lucchi e Benedetti -, abbiamo ritenuto giusto ed opportuno cominciare dalla povertà e dalla solitudine più dura, guardando a chi, nella nostra città, vive in condizioni di profonda marginalità. I numeri sono terribili: a Cesena vivono oltre 1.500 famiglie conosciute dai servizi sociali e dalle associazioni, si contano più di 8mila disoccupati, e si stima una media di 45 persone che non ha fissa dimora. Ecco, allora, la necessità di capire come affrontare, insieme, tutti i nuovi bisogni di una città ancora relativamente ricca ma anche profondamene più fragile di soli cinque anni fa”

 “L’obiettivo dei prossimi anni – proseguono gli amministratori - deve essere quello di mettere in piedi nuovi servizi che sappiano dare risposta a una città che sta cambiando sotto i nostri occhi e che ci pone di fronte a fragilità e situazioni inedite. Anche in questo caso, sono i numeri ad aiutarci a mettere a fuoco queste trasformazioni. Nel corso del 2014 sono significativamente diminuiti gli stranieri che si sono rivolti per la prima volta ai servizi (349 nel 2013 e 217 nel 2014). Complessivamente, però, aumentano le famiglie. E’ il risultato dei rientri in terra di origine e, contestualmente, della disoccupazione che interessa un numero crescente di cesenati".

"Eppure - aggiungono - appena l’1% (cioè una trentina di persone) delle migliaia di disoccupati iscritti alle liste del centro per l’impiego sono in carico – organicamente – ai servizi sociali. Significa, innanzitutto, che un numero impressionante di cesenati, per scarsa informazione o per sfiducia, non si rivolgono ai servizi comunali, anche se non lavorano. E probabilmente vivono sostenuti dalla rete famigliare, amicale, del volontariato. Per fare qualcosa per loro non possiamo aspettare le riforme nazionali, la ripresa economica che verrà, e non dobbiamo arrenderci alla difficoltà. Piuttosto, siamo chiamati a fare emergere la nostra parte più concreta e solidale: è arrivato il momento dell’apertura, della progettazione comune, del rimboccarsi le maniche Dobbiamo lavorare molto più insieme di quanto abbiamo fatto fino ad oggi: istituzioni, associazioni, volontariato, imprese, fondazioni”.

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