Venerdì, 19 Luglio 2024
Cronaca Gambettola

Carenza di personale? Lo stabilimento ortofrutticolo accoglie quattro donne migranti accolte nei Cas

"Dal nostro punto di vista non ha senso tenere ferme le persone migranti accolte senza provare a costruire qualcosa che possa coinvolgerle"

La carenza di personale in diversi settori economici è un tema sul quale Confcooperative Romagna ripone molta attenzione, ricercando soluzioni che possano rispondere anche a più bisogni. Da pochi giorni è iniziata la collaborazione tra la cooperativa agroalimentare Agrintesa e la cooperativa sociale DiaLogos. Una sinergia che ha portato alcune persone migranti, accolte nei Centri di accoglienza straordinaria (Cas) gestiti da DiaLogos, a essere assunte nello stabilimento ortofrutticolo di Agrintesa a Gambettola.

“Il nostro lavoro è consistito nel contribuire a fare incontrare le nostre associate, nel creare le condizioni di poter incrociare i rispettivi bisogni - sottolinea Andrea Pazzi, direttore di Confcooperative Romagna -. Abbiamo cooperative che si occupano di accoglienza e che hanno nei loro centri persone che hanno bisogno di integrarsi, di lavorare e poter iniziare a costruire un nuovo percorso per la propria vita; dall’altro lato abbiamo tante imprese che devono fare i conti con una strutturale carenza di personale per le proprie attività produttive e per i servizi fondamentali di un territorio. È un punto di partenza che potrebbe diventare un primo passo per la costruzione di un sistema di accoglienza e integrazione più strutturato per le persone che vengono in Italia”.

La cooperativa DiaLogos accoglie circa 100 persone in 11 Cas dislocati sul territorio di Forlì-Cesena. La collaborazione con Agrintesa consiste al momento nella formazione e nell’inserimento al lavoro di 4 donne  per lo stabilimento di Agrintesa a Gambettola, dedicato alla lavorazione della frutta.

“Questa iniziativa evidenzia la capacità del sistema cooperativo di promuovere sinergie per rispondere ai bisogni delle comunità - commenta Aristide Castellari, presidente di Agrintesa -: dal dialogo con Confcooperative Romagna è infatti emersa la necessità di favorire l'incontro tra cooperative sociali impegnate nell’accoglienza di migranti e strutture della cooperazione agroalimentare bisognose di manodopera da impiegare nei magazzini di lavorazione durante le campagne estive. Da qui la collaborazione vincente con Dialogos, che ha portato a selezionare alcune donne da inserire come cernitrici nel nostro stabilimento di Gambettola con un contratto stagionale fino alla fine di agosto. Crediamo che questo primo esperimento possa aprire la strada ad altre e ancora più fruttuose collaborazioni".

DiaLogos sta lavorando attivamente anche con altre cooperative per l’avvio di progetti di integrazione da proporre alle persone che accoglie nei propri centri. Un altro esempio che sta dando ottimi frutti è la collaborazione con la Cooperative Territorio Ambiente (Cta).

“Siamo attenti a tutte le occasioni che si presentano per facilitare l’inclusione sociale dei migranti - aggiunge Patrizio Orlandi, presidente di DiaLogos -. Le collaborazioni come quelle in essere con Agrintesa e Cta hanno il doppio vantaggio di creare benessere per le persone accolte e per le imprese che hanno bisogno di manodopera. Dal nostro punto di vista non ha senso tenere ferme le persone migranti accolte senza provare a costruire qualcosa che possa coinvolgerle. Un’esperienza formativa a e di lavoro potrebbe essere per loro utile sia nel caso in cui restassero in Italia sia se dovessero tornare nei loro Paesi, dove potrebbero portare un contributo alla sostenibilità. Ovviamente in questo tipo di azioni bisogna tenere in considerazione i vincoli normativi: in primo luogo il limite di reddito che viene imposto per restare nei centri di accoglienza. Se le persone superano tale limite devono lasciare i centri, in un momento in cui non sono ancora integrate nel territorio, non parlano bene la lingua e soprattutto non hanno una casa. Bisogna agire considerando anche questi aspetti per poter costruire percorsi di accoglienza e integrazione strutturati e positivi”.

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