Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca

Caporalato, Cgil, Cisl e Uil: "Ognuno faccia la propria parte"

“Cinque caporali arrestati, e più di cinquanta lavoratori coinvolti, di cui 38 regolari e 15 irregolari, non rappresentano uno sporadico episodio.  I lavoratori sfruttati erano tutti in nero, senza contratto"

“L’operazione svolta giovedì mattina dalla Guardia di Finanza per conto della Procura è  l'ennesima conferma della gravità della situazione e dell'esistenza di organizzazioni criminali che, anche nel nostro territorio, organizzano un mercato illecito delle braccia e sfruttano in modo disumano i braccianti agricoli. Sono situazioni e condizioni che combattiamo e denunciamo da tempo. Proprio due giorni fa eravamo impegnati in Prefettura a discutere di come contrastare il fenomeno del caporalato e del lavoro nero in agricoltura che, purtroppo, si sta diffondendo in modo preoccupante anche nel nostro territorio”: lo scrivono i sindacalisti Arturo Zani e Serena Balzani (Flai Cgil), Francesco Marinelli (Fai Cisl), Alessandro Scarponi e Alessandro Bandini (Uila Uil).

“Cinque caporali arrestati, e più di cinquanta lavoratori coinvolti, di cui 38 regolari e 15 irregolari, non rappresentano uno sporadico episodio.  I lavoratori sfruttati erano tutti in nero, senza contratto, senza diritti, senza alcuna garanzia, pagati 4 o 5 € all'ora. Obbligati e stipati in due appartamenti in condizioni igienico sanitarie disastrose, ai quali si chiedevano affitti anche 4 volte superiori al valore di mercato. Chiediamo a tutte le forze economiche ed istituzionali di fare ognuno la propria parte per liberare  il settore agricolo del territorio romagnolo, dal caporalato e dal lavoro nero”.

Continuano i sindacati: “La legge 199, approvata pochi mesi fa, voluta con decisione dalle Organizzazioni Sindacali, mette a disposizione nuovi e più puntuali strumenti per contrastare questo odioso fenomeno.  Ma la repressione non basta. Da sempre siamo convinti che per avere una produzione di qualità è necessario avere un lavoro di qualità dove i braccianti abbiano riconosciuti i loro diritti a fianco dei loro doveri. Pensare di competere sul costo del lavoro, praticando il lavoro nero, quindi evasione contributiva e fiscale, vuol dire distruggere la nostra agricoltura e la nostra filiera agroindustriale. E una buona e remunerativa agricoltura ha bisogno di buon lavoro e di lavoro regolare”. 

“Infine un ringraziamento alla Guardia di Finanza, ai magistrati e agli organi di vigilanza che hanno condotto questa importante operazione. Un invito a continuare nell'azione di contrasto a questi fenomeni e nella collaborazione con le Organizzazioni Sindacali che da tempo, forse troppo sole, combattono, ogni giorno, lo sfruttamento, il lavoro nero ed il caporalato  in agricoltura, nel nostro territorio. Noi continueremo ad impegnarci quotidianamente a fianco di tutti i lavoratori occupati nel settore agricolo”. 

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