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Porto di Cesenatico, appello della Capitaneria: "Dragaggio sempre più una priorità"

Il comandante della Capitaneria di Porto Stefano Luciani fa appello alla prudenza ed alla perizia di pescatori e marinai: “occorre navigare in piena sicurezza"

Continua a destare preoccupazioni la situazione di progressivo insabbiamento del porto canale di Cesenatico, con le imbarcazioni più grandi costrette sempre più a decidere orari di uscita e rientro in porto in funzione dell’andamento delle maree (come peraltro già previsto dall’ordinanza n. 49/2015 dell’Ufficio Circondariale Marittimo dello scorso novembre). Non solo, ma a seguito delle continue segnalazioni di aree divenute quasi impraticabili, la Capitaneria di Porto è stata costretta a rivedere ancora una volta il piano degli ormeggi - ormai sempre più provvisorio - in modo da destinare le barche più grandi presso le banchine con maggiore fondale. Una situazione transitoria, ma che non potrà durare a lungo, perché già con le previste basse maree di fine gennaio/febbraio, le criticità sono destinate a crescere.

Il comandante della Capitaneria di Porto Stefano Luciani fa appello alla prudenza ed alla perizia di pescatori e marinai: “occorre navigare in piena sicurezza, e se le maree purtroppo non consentono di uscire dal porto, bisogna attendere il momento propizio, aspettando che il fondale cresca; purtroppo liddove necessario bisognerà anche rivedere i carichi massimi di prodotto da trasportare: ogni comandante conosce il pescaggio della propria nave, ed in situazioni come questa è importante non appesantire troppo lo scafo, limitando il carico a bordo ai valori consentiti dai fondali del porto”.

"Un problema, quello dell’insabbiamento del porto, che riguarda ormai non più solo i pescherecci di Cesenatico, ma anche le oltre 20 imbarcazioni che, provenienti da altri porti, in prevalenza Bellaria e Cervia, fanno base fissa da anni nello scalo cesenaticense, e che, a causa della progressiva riduzione dei metri di banchina praticabili, rischiano di non poter più trovare riparo nello scalo cesenaticense (almeno quelle più grandi), con possibili ricadute negative anche per le attività del locale mercato ittico - continua -. E da questo punto i traffici ittici di Cesenatico hanno già subito una flessione per via della scelta “obbligata” di alcune grandi imbarcazioni che, provenienti soprattutto da Chioggia e da San Benedetto del Tronto, in passato sbarcavano spesso il pescato proprio a Cesenatico, ma che oggi si vedono costrette a rivolgersi ad altri mercati". 

"L’area maggiormente critica, che andrebbe dragata con urgenza, è quella compresa tra la Piazza Ciceruacchio e l’innesto della Vena Mazzarini dove, sotto le banchine in particolare, nei giorni di bassa marea, si registrano valori di fondale inferiori ai 2 metri (invece dei 3,50 metri – almeno - previsti) - afferma il comandante -. Al momento, comunque, al fine di tenere il più possibile monitorata la situazione di progressivo insabbiamento, valutando anche se sia necessario rivedere la regolamentazione vigente, l’Ufficio Circondariale Marittimo ha chiesto al Comune di Cesenatico l’effettuazione di rilievi batimetrici accurati, sulla base dei quali, appena disponibili, verranno eventualmente disposte le necessarie ulteriori limitazioni della navigazione portuale".   

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