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Raoul Casadei, l'addio al Re del Liscio: il covid blocca l'omaggio alla camera ardente

Si trova in una delle stanze della camera mortuaria dell'ospedale "Maurizio Bufalini" di Cesena la salma di Raoul Casadei

Una gigantografia che lo ritrae sorridente. Accanto alla salma fiori e ceri. Si trova in una delle stanze della camera mortuaria dell'ospedale "Maurizio Bufalini" di Cesena la salma di Raoul Casadei, il Re del Liscio spentosi sabato mattina all'età di 83 anni dopo undici giorni di battaglia contro il covid-19. Le disposizioni anti-covid impediscono alla Romagna di rendere a Casadei il doveroso omaggio. E non ci saranno nemmeno funerali pubblici, come annunciato nel corso dell'edizione delle 14 del TgR-Emilia Romagna, in quanto gran parte della famiglia è in quarantena proprio per aver contratto il virus.

Se ne è andato mentre la musica dal vivo tace, ammutolita da un virus invisibile che da oltre un anno tiene sotto scacco tutto il pianeta: ma appena si potrà Mazurche, Polke e Valzer riprenderanno a far muovere i piedi, nel ricordo di Raoul. Tanti i messaggi d'affetto giunti in queste ore alla famiglia, dal mondo dello spettacolo a quello della politica. I tifosi del Cesena hanno ricordato il Re del Liscio con una serie di striscioni collocati all'esterno dello stadio "Dino Manuzzi".

Dal Popolo della Famiglia, "che in molte canzoni ritrova quell’armonia del focolare, della famiglia, come valore condiviso e cantato nella cultura romagnola", la richiesta al sindaco Enzo Lattuca di "intitolare una piazza o una via a Raoul Casadei nella città natale". Una simpatia contagiosa, quella di Raoul, trasmessa attraverso la musica; quella simpatia che ha conquistato tutto il mondo e che oggi purtroppo si piange.

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