Calcio, incognite per i circa 300 giovani e lo staff del vivaio: "Ce lo invidiano, non disperdiamolo"

"Mi auguro che chiunque subentrerà all'attuale società del Cesena Calcio faccia di tutto per non disperdere il settore giovanile"

"Mi auguro che chiunque subentrerà all'attuale società del Cesena Calcio faccia di tutto per non disperdere il settore giovanile. E' un vivaio che ci hanno sempre invidiato tutti, anche i club calcistici più importanti". A parlare così è Lorenzo Lelli, presidente del settore giovanile del Cesena, settore che conta 220 ragazzi e circa 70 ragazze. Vanno dai 10 ai 19 anni. "Solitamente il reclutamento veniva fatto in provincia e nelle province limitrofe - spiega Lelli - ma visto l'appeal di cui ha sempre goduto il nostro settore giovanile abbiamo avuto ragazzi anche dalla Sicilia, con tutti i sacrifici che ne derivavano per le famiglie". 

E' il vivaio da cui sono usciti Edoardo Colombo, acquistato dalla Juventus, Marco Carnesecchi andato all'Atalanta, come il centravanti Lorenzo Babbi. "Da una parte il fatto che i grandi club si interessassero a noi ci ha dato molto lustro - continua Lelli - dall'altra parte, però, c'è il rammarico di averli coltivati bene e poi di non averli mai potuti far giocare, per conti economici, nella squadra di punta". 

Quanti gente lavorava nel settore giovanile?

"Come dipendenti che venivano pagati penso 45 persone circa - continua Lelli - e mi riferisco ad allenatori, preparatori sportivi, fisioterapisti, massaggiatori, autisti. Poi c'erano molti altri volontari, tra dirigenti, accompagnatori".

E ora?

"Tra qualche giorno tutti i ragazzi, dai più piccoli ai più grandi, compresi ovviamente i giocatori della B, saranno svincolati dal Cesena, potranno fare quello che vogliono. Per il resto non so, ora siamo in stand by. Mi auguro solo che chiunque arrivi non disperda questo patrimonio fatto di giocatori già selezionati e allenati ad alto livello, di allenatori e preparatori sportivi eccellenti come Ceccarelli, Jozic, Confalone, Locatelli, Lantignotti, Biserni, Leoni. I ricavi di una serie D saranno sicuramente inferiori di quelli di una serie B ma ci sono dei valori e una qualità del personale che è un vero peccato disperderla così". 

Dove andrà tutto questo?

"Non si sa, siamo in stand by. Sappiamo che c'è un bando e speriamo che torni una squadra. E chiunque arrivi riparti dalle base e tenga il settore giovanile. I ricavi non sono pari a quelli della B, ci sono dei valori e dei qualità del personale che è un vero peccato che venga dispersa". 

Ha sentito i ragazzi? 

"Non ho potuto sentirli tutti e 200 - conclude Lelli - mi sono confrontato con gli allenatori e ho sentito qualche ragazzo che ha mandato un messaggio in cui comunicava tutto il suo dispiacere per il fallimento. Abbiamo vissuto insieme tanti momenti belli e non possiamo fare a meno di considerarci una famiglia. Per ora so che del settore giovanile solo l'allenatore Claudia Rivalta (under 18 Primavera) ha risolto il contratto e si è accasato alla Spal. Gli altri, per ora, stanno a guardare e sperano come me che tutto il lavoro fatto non vada buttato via". 

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