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Lunedì, 15 Agosto 2022
Cronaca

"Bunga Bunga" in salsa romagnola con base a Cesenatico: arrivano le prime condanne

A San Mauro Mare c'era la casa d'appuntamenti d'altri tempi. Una volta contattata la "meretrice", tramite inserzione era possibile scegliere la ragazza in un ventaglio di quattro proposte.

Arrivano le prime condanne nell'ambito dell'operazione congiunta "Demaris" di Squadra Mobile di Forlì-Cesena e Polizia Municipale di Cesenatico che aveva permesso nel gennaio 2013 di stroncare un giro di prostituzione di ragazze sudamericane, che offrivano servizi sessuali in appartamenti nel cesenate (ma con clienti in sparsi in Italia) ed un sistema d'affari e di interessi da capogiro. Il giudice Luisa Del Bianco (pm Luisa Del Bianco), con rito abbreviato, ha condannato con pene di undici mesi ed un anno e due mesi due dei protagonisti della vicenda.

Si tratta dei cesenati B.B. e P.P le sue iniziali, mentre sono state rinviate a giudizio sette persone, tra prostitute ed i responsabili che organizzavano gli incontri hard. Assolti un bancario di San Marino ed un riminese appartenente alle forze dell’ordine in pensione. Erano due donne sudamericane a capo dell'organizzazione del piacere. Si tratta di Leydi Del Gado Santiesteban, colombiana, e Carmen Ligia Rolfott Rijo detta Damaris di origini dominicane. Il terzo è R.F. di Gambettola, anziano 84enne proprietario di molte case che sono state sequestrate e che per l'accusa era a conoscenza delle pratiche poco legali che si svolgevano all'interno delle sue proprietà date in affitto. Quest'ultimi sono stati rinviati a giudizio.

Operazione Damaris

Secondo quanto appurato dagli investigatori, il sistema era su vasta scala in grado di unire l'offerta di sesso in appartamento per tasche più popolari a dopo cena piccanti per le elite. Vennero individuate almeno 18 ragazze di origini sudamericane, ma si pensa che siano di più. Tutte facevano riferimento alla Santiesteban e alla Rolfolt. A San Mauro Mare c'era la casa d'appuntamenti d'altri tempi. Una volta contattata la “meretrice”, tramite inserzione era possibile scegliere la ragazza in un ventaglio di quattro proposte. Tra i clienti c'era anche un ragazzo prossimo al matrimonio e un cieco che si faceva accompagnare e poi passare a riprendere una volta consumato il servizio.

La Municipale aveva battuto a tappeto le zone interessate. Incrociando dati catastali, erano stati notati che alcuni elementi erano ricorrenti. Una mole di lavoro tale da richiedere l'intervento della Squadra Mobile per poter affondare il colpo. Facendo uso anche delle intercettazioni è stato possibile scoperchiare il secondo livello dell'organizzazione: quello in cui sesso, interessi, favori e soldi sono seduti allo stesso tavolo.

Gli investigatori hanno individuato un pensionato, ex dipendente delle autostrade, che faceva da tramite tra chi gestiva le escort e chi proponeva i dessert piccanti cercando così di procacciarsi favori sicuri o affari migliori. Venne riscontrato che Santiesteban e Rolfott in sei mesi spedirono “a casa” 60mila euro netti. Le prestazioni in appartamento costavano intorno agli 80-100 euro mentre le accompagnatrici – secondo l'accusa - venivano a costare anche 400 euro. L'indagine aveva portato complessivamente ad una decina di denunce.

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