Bonci, la coop Arcobaleno lascia: "Chiesto sempre di più a parità di costi, il Comune sapeva"

L'addio non è stato indolore. Alla base della rottura tra Cooperativa e Comune c'è anche il fatto che il personale non era più soddisfatto del trattamento economico

Tra due settimane circa scadrà il termine della gara per gestire i servizi del Teatro Bonci. Solo allora si saprà chi prenderà in mano i vari servizi che riguardano il teatro comunale, dalla pulizia dei locali alla gestione del botteghino, dalla squadra di tecnici per montare gli spettacoli alla gestione del bar, dal personale di sala agli impiegati. Attualmente pare che in Comune siano arrivate 4 o 5 manifestazioni d'interesse; una cosa certa è che tra queste non ci sarà più la cooperativa Arcobaleno, cooperativa che per 30 anni ha prestato servizio al teatro Bonci.

L'addio non è stato indolore. Alla base della rottura tra Cooperativa e Comune, da come si evince da una lettera spedita dai soci della Cooperativa Arcobaleno, c'è anche il fatto che il personale non era più soddisfatto del trattamento economico a fronte di un impegno richiesto sempre maggiore. "L'assessore alla cultura dice giustamente che è stata una scelta nostra la decisione di chiudere con la gestione dei servizi - spiegano i soci della Cooperativa nella lettera - ma poi non ha il buon senso di aggiungere che il compenso per il lavoro svolto è rimasto invariato negli anni e che negli anni si sia preteso dal personale sempre più aumentando i servizi ma cambiando la modalità di conteggio per la retribuzione. Questo è quello che ci ha portati verso la scelta di una struttura più solida, in grado di garantire a ognuno di noi almeno il contratto in essere, e in grado di difendere il contratto con Ert rendendolo meno "interpretabile".

Continua la nota di Arcobaleno: "Già da giugno 2016 la Cooperativa aveva espresso a Ert l'intenzione di chiudere. Ert già da allora aveva chiesto al personale della Cooperativa la disponibilità a continuare comunque una collaborazione e già da allora aveva manifestato l'intenzione di voler accogliere una nuova proposta. Il Comune non poteva non saperlo. Fin dai primi mesi del 2017 la Cooperativa aveva manifestato a Ert l'intenzione di un incontro per discutere una soluzione. Siamo arrivati alla fine di maggio, il Cda aveva accolto la proposta di un passaggio ad altra cooperativa. Anche in questo caso il Comune di Cesena non poteva non saperlo. Ci chiediamo - continuano i soci - perché il Comune di Cesena, immediatamente dopo l’ipotesi di questa soluzione, pone la condizione della gara d’appalto a ERT, che non sarebbe propriamente obbligata a farlo? Non vogliamo essere maliziosi, dunque aspettiamo di vedere come vanno le cose prima di darci una risposta. Ci stiamo inoltre chiedendo per quale motivo, dato che la gestione del Teatro è in mano ad ERT, l’Assessore abbia dichiarato sia il Comune a pubblicare il bando".

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