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Bonaccini sul nuovo Dpcm: "Poco ascolto, alcune restrizioni non sono coerenti tra loro"

"Sulle modalità di alcune chiusure ritengo non vi sia stato sufficiente ascolto delle proposte che abbiamo avanzato come Regioni"

"La lotta al virus richiede il massimo dell'unità". Esordisce così il governatore dell'Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, in un post pubblicato su Facebook dopo l'entrata in vigore del nuovo Dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte per arginare la diffusione del covid-19. "Come Regioni abbiamo espresso le proposte e valutazioni nelle sedi opportune e, in ogni caso, le nuove misure di contenimento segnalano lo stato di emergenza in cui siamo - peraltro, stavolta, sopravanzati da altri paesi europei e occidentali - e che richiede un comportamento responsabile da parte di tutti. Se è vero che le terapie intensive, in particolare nella nostra Regione, non sono sotto stress (anche perché le abbiamo già rafforzate nei mesi scorsi), è altrettanto vero che i reparti degli ospedali si stanno nuovamente affollando di molti ricoveri per covid, impedendo il recupero delle liste d’attesa per le altre prestazioni e rallentando nuovamente l'attività programmata per le altre patologie. Un fatto di cui si parla troppo poco".

Prosegue Bonaccini: "Per garantire il massimo di sicurezza delle attività aperte - penso in particolare alle scuole e alle imprese - intensificheremo ulteriormente l'attività di screening, già potenziata nei mesi e nelle settimane scorse. Il Dpcm contiene molte nuove restrizioni, alcune delle quali forse non pienamente coerenti tra loro. Sulle modalità di alcune chiusure ritengo non vi sia stato sufficiente ascolto delle proposte che abbiamo avanzato come Regioni, ma lo ripeto: è il momento dell'unità e non aggiungo le mie considerazioni, che ora sarebbero inutili e fonti solo di altrettanto inutili polemiche".

Il governatore dell'Emilia Romagna sottolineo invece "la necessità che a provvedimenti restrittivi facciano seguito controlli rigorosi: è importante che tutti comprendano l'importanza del rispetto delle regole e il prezzo che l'irresponsabilità di alcuni può far pagare a tutti. Lunedì, peraltro, valuterò con la mia Giunta l'impatto dei provvedimenti e l'opportunità di assumere alcune, circostanziate misure, per la parte che ci compete. È infine altrettanto importante che le categorie maggiormente colpite dai provvedimenti restrittivi trovino risposte economiche adeguate e tempestive, come annunciato dal Governo, altrimenti non potranno resistere, stremate come sono da mesi di blocco e poi di parziale e difficile ripresa".

"Penso ad esempio ai ristoratori e ai gestori di pubblici esercizi, di discoteche e sale da ballo, di palestre e piscine, di società sportive o di attività ricreative, di intrattenimento, di eventi - conclude -. Penso al mondo della cultura, in crisi drammatica. Sono attività molto importanti per le nostre comunità e soprattutto è lavoro. Troppi professionisti, esercenti o artisti sono a reddito zero, o quasi, da molti mesi. Come Regione faremo la nostra parte perché non restino senza voce e senza risposte, mettendoci anche del nostro laddove necessario".

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