Blitz all'alba nell'edificio abbandonato, spuntano una 'colonia' di stranieri e 50 bici rubate

Dai controlli è emerso che 13 erano in regola con i documenti, altri 8 erano invece privi di permesso di soggiorno, e sono stati portati in Commissariato

Un blitz eseguito all'alba di mercoledì dai poliziotti del Commissariato di Cesena, col supporto degli uomini della municipale. Messo al setaccio, da cima a fondo, un edificio abbandonato tanto noto quanto critico in città, quello di via Russi, nella zona "Vigne".

Sia in passato ma anche di recente sono state diverse le segnalazioni dei residenti, preoccupati per le frequentazioni all'interno dello stabile fatiscente, non distante si trova una scuola elementare. In particolare nel periodo invernale la struttura diventa riparo improvvisato per senza fissa dimora e irregolari. All'interno gli agenti infatti hanno identificato ben 21 stranieri: 2 nigeriani, 4 senegalesi, 2 romeni, 2 tunisini, un ghanese, 3 marocchini, un algerino, un cittadino del Mozambico, 4 del Gambia. 

Dai controlli è emerso che 13 erano in regola con i documenti, altri 8 erano invece privi di permesso di soggiorno, e sono stati portati in Commissariato, per 5 è scattata la procedura d'espulsione. All'interno dell'edificio sono spuntate inoltre ben 50 biciclette rubate.

blitz edificio via Russi 4-2

Solo un mese fa era arrivata in redazione una segnalazione di una lettrice che sottolineava come fosse "inutile riqualificare la zona Vigne-Stazione con Parco Novello, con piste ciclabili, campo da basket (ancora da terminare), giochi per bambini e poi lasciare questo rudere abitato da personaggi poco raccomandabili che oziano tutto il tempo dentro e sul terrazzo dello stabile".

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Pronta era stata la risposta del sindaco Enzo Lattuca che aveva annunciato un'asta per l'immobile abbandonato da tempo: "Conosco bene l’attuale situazione perché sono stati i residenti del quartiere a illustrarmela in diverse occasioni. Già in passato il Comune aveva valutato l’ipotesi di rilevare il comparto, per poi provvedere a una riqualificazione, ma l’intervento del privato è da preferire, sia perché i costi del recupero non graverebbero sulla collettività ma sulla realtà imprenditoriale che in quella zona vorrà avviare la sua attività di impresa, sia perché in quel caso gli iter sono più brevi rispetto a quelli che riguardano le opere pubbliche".

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