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Martedì, 17 Maggio 2022
Cronaca

Lattuca: "Siamo 'la città in cui si vive bene', vanno potenziate scuole e case. Quirinale? Scommetto Draghi"

Il primo cittadino cesenate tratta tanti temi che hanno coinvolto l'Amministrazione comunale nell'anno ormai giunto al termine

Tra soddisfazione, rammarichi e ambizioni per il futuro che verrà, il sindaco di Cesena e da poco anche presidente della provincia Enzo Lattuca fa un bilancio del 2021, l'anno della campagna vaccinale, che ci ha permesso di allentare non di poco le misure anti Covid. Ma Omicron, con la sua velocità di trasmissione che sta aumentando esponenzialmente i contagi di giorno in giorno, ci ricorda come la partita sia tutt'altro che finita. Con questo tema parte Lattuca: "Da marzo in poi grazie alla vaccinazione abbiamo iniziato a immaginare la città dopo la pandemia, nonostante la quarta ondata abbia numeri di contagi mai visti prima. Oggi giovedì ne vengono comunicati 473 solo dal comprensorio Cesenate, sulla Provincia immagino saremo sui 1000 casi giornalieri". Tuttavia "la situazione ricoveri è molto diversa da quella conosciuta a inizio 2021, quando nel mese di febbraio-marzo siamo arrivati ad avere oltre 150 ricoverati al Bufalini, oggi sono 50".

VIDEO - Le priorità per il 2022 spiegate dal sindaco Lattuca

Pnrr e fondi europei

Nel 2021, l'Unione dei Comuni Valle del Savio ha redatto un documento di oltre 100 schede-progetto, che spiega Lattuca "sarà sicuramente il mazzo di carte che potremo spendere in questi anni relativamente alle opportunità di finanziamento del famoso Pnrr, nonché della programmazione ordinaria dei fondi europei gestita dalla regione per il periodo 2021-2026". Su questo documento c'è una parte fondamentale della strategia condivisa dai comuni della Valle del Savio per i prossimi anni, con anche progetti che non troveranno finanziamenti ma rimarranno come valutazioni di opportunità. "Una pietra importante nella programmazione e della strategia di sviluppo", commenta il sindaco.

A proposito del Piano Nazionale di Ripresa e Reislienza, il Comune di Cesena, in attesa di eventuali nuove opportunità da cogliere, è in attesa degli esiti di carte già giocate, come ad esempio "Il bando rigenerazione - svela il sindaco - a cui abbiamo partecipato col progetto ambizioso da 10 milioni dell'autostazione ferroviaria. Siamo invece in procinto di candidare una decina di interventi che riguardano edifici scolastici, mense, palestre, scuole d'infanzia che presenteremo a gennaio nei bandi usciti dal Ministero dell'Istruzione". Gran parte delle risorse del Pnrr sono dedicate al sud Italia per colmare il gap col nord, molte anche sono destinate alle 14 città metropolitane. Cesena ha poi altri due "difetti", spiega Lattuca: "Da un lato, un indice Istat di vulnerabilità sociale materiale molto basso, che ci colloca agli ultimi posti della graduatoria delle città a livelllo nazionale. Questo tende a penalizzarci in alcuni contesti, poi a volte l'asticella dei 100mila abitanti per noi è discriminante (Cesena è di poco sotto a questa soglia) nei bandi o nelle ripartizioni di fondi che ci sono. Oltre a questo, non siamo sempre riconosciuti come co-capoluogo della Provincia".

Tra rammarichi e progetti futuri

Non sempre nella distribuzione di risorse viene premiata la progettualità. E a tal proposito il primo cittadino confessa un rammarico: "Il criterio scelto per finanziare la mobilità sostenibile stazione-università non era legato a una vera progettualità sulla mobilità alternativa, che noi potevamo presentare, visto il nostro progetto della bicipolitana, ma era legata al numero di studenti universitari. L'asticella posta arbitrariamente dal Ministero dei Trasporti è stata quella di avere 5000 studenti universitari, noi ne abbiamo 4875. A volte le asticelle sono un po' cieche e non tengono conto delle reali progettualità che ci possono essere". C'è poi un altro rammarico del sindaco, la definizione di "Capitale italiana del libro", titolo attribuito alla città di Vibo Valentia, nonostante Cesena fosse arrivata in finale.

Nella speranza che questi siano gli ultimi riflessi della pandemia, Lattuca illustra due punti che intende mettere a fuoco assieme all'Amministrazione rispetto al piano di mandato. "Uno riguarda il mondo della scuola, molto colpito dalla pandemia: apriremo un confronto profondo per censire tutte le cose bellissime che la realtà scolastica è in grado di offrire ma anche per potenziare alcuni servizi come quello dei tempi pieni e dei dopo-scuola, l'insegnamento della lingue inglese da prima dell'inizio della scuola dell'obbligo, e il tema della cultura tecnologica da affiancare alle altre materie". "Un altro tema su cui vogliamo lavorare di più e arrivare a una maggiore maturazione - continua - è quello della casa. Io sono fermamente convinto che il tema della casa oggi sia uno dei temi fondamentali della città e che stia anche, per l'assetto attuale, rallentando quella che può essere un'attrattività demografica della città. Negli ultimi anni siamo uno dei comuni d'Italia che ha attratto più trasferimenti attivi, non parliamo di immigrazioni dall'estero ma di trasferimenti da altri comuni, e siamo consapevoli del fatto che ci siano opportunità di lavoro in questa città, ma le persone purtroppo talvolta non possono vivere qui perché non trovano risposta al bisogno abitativo, quindi lavorano a Cesena ma vivono fuori dove c'è un accesso più facile o più economico alla casa in affitto. Il titolo da affiancare a Cesena è 'la città in cui si vive bene'".

Il pronostico sul prossimo Presidente della Repubblica

Chiosa finale sul successore di Sergio Mattarella al Quirinale: "Scommetterei su Draghi. Vedo più difficile trovare una convergenza su un nome diverso da Draghi piuttosto che gestire le ripercussioni, che comunque ci sarebbero, del dopo Draghi. Berlusconi? A costo di essere smentito, non ci credo. C'è una cosa corretta dal punto di vista storico che ha detto Enrico Letta, i Presidenti della Repubblica non sono mai stati leader politici".

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