Malatestiana, il Pd: "Polemiche strumentali di chi non è mai entrato in biblioteca"

E' il nuovo assetto della Biblioteca Malatestiana a tenere banco nella polemica pre-elettorale. Chi l'avrebbe mai detto che la cultura, di solito ai margini, sarebbe diventata così centrale nelle proposte dei candidati sindaci

E' il nuovo assetto della Biblioteca Malatestiana a tenere banco nella polemica pre-elettorale. Chi l'avrebbe mai detto che la cultura, di solito ai margini, sarebbe diventata così centrale nelle proposte dei candidati sindaci. Per il segretario del Pd Fabrizio Landi, tuttavia, “nello straordinario dibattito intorno alla nuova organizzazione della Biblioteca (con indicazioni importanti da parte dei cittadini) emergono interventi strumentali di alcuni personaggi e di candidati alla prossime amministrative che mai hanno dato un contributo attivo o dimostrato interesse per l’attuale evoluzione del nostro più importante istituto culturale”.

Insomma, per il Pd le polemiche sono strumentali: “Se l’input innescato dal Carta Bianca sulla Malatestiana generasse sempre tanta attenzione e un coinvolgimento collaterale così intenso, sarebbe da ripetere il più spesso possibile. Ascoltare i cittadini, per poi rivedere ed eventualmente correggere un progetto in divenire sono azioni che non tutte le amministrazioni hanno l’umiltà e il coraggio di affrontare. Tra gli effetti consequenziali a questo evento, la nascita del comitato “La Malatestiana che vorremmo” e altre iniziative già in calendario che come apprendiamo dai primi comunicati sapranno proporre a breve soluzioni realistiche. Tra i partecipanti a questi incontri molte figure riconducibili ad ambiti ben definiti, esperti della materia e uomini della elite culturale cittadina, ma poco rappresentata la cittadinanza comune che giornalmente fruisce dei servizi della biblioteca (fatta eccezione per alcuni genitori che frequentano abitualmente la biblioteca dei ragazzi, le cui indicazioni vanno tenute in considerazione)”.

Attacca Landi: “Ecco quindi che un professore dell’Università di Bologna, ha riscoperto l’interesse smarrito per quella biblioteca di cui è già stato direttore, atteggiamento che fa ben sperare, dopo tanti anni di assenza, ad una sua potenziale e gratuita disponibilità, sin dai primi giorni dopo l’instaurarsi della nuova amministrazione, a fornire indicazioni per raddrizzare una realtà “claudicante”. La sua persona infatti incarnerebbe in una sola figura tutti i mondi a cui attingere per avere utili indicazioni (professore di Biblioteconomia all’Università degli Studi di Bologna, persona molto vicina al Soprintendente ai Beni Librari e Documentari della Regione Emilia-Romagna, membro del consiglio di amministrazione dell’Istituzione Biblioteca Classense di Ravenna e membro dell’Associazione Italiana Biblioteche). Ci scusi Baldacchini se ci siamo dimenticati di lei”.

Ed ancora: “Oltre agli interventi di esperti e uomini di cultura la serata di lunedì ha offerto però anche le inquietanti esternazioni di alcuni dei candidati sindaco presenti in sala. Se Gilberto Zoffoli, da uomo garbato qual è, ha preferito rimanere solo in rispettoso ascolto, nessun freno inibitore ha potuto fermare il tridente Guiduzzi – Celletti – Valletta. Il triduo non ha potuto infatti astenersi dal salire su un carro che non gli apparteneva, mettendo a nudo una ignoranza totale in materia, tamponata esclusivamente dallo sciorinare dati economici, idee generiche o male assortite e soprattutto la confessione finale del candidato 5 Stelle che dichiarava di non essere ancora entrata nella nuova biblioteca. Ai candidati va in primis il nostro invito ad iscriversi e a fruire dei servizi della biblioteca, se ancora non lo avessero fatto, ma soprattutto il consiglio di non utilizzare un incontro di cittadini come strumento utile solo a fini elettorali”.

Ed ancora: “Il pathos degli ultimi interventi infatti è male supportato da anni di silenzio e assenza, se non fisica per lo meno intellettiva, a tutti i luoghi deputati a discutere di politiche culturali.

Troppo facile cavalcare il disagio e le manifestazioni altrui adattandovi una campagna elettorale piatta impostata esclusivamente contro l’amministrazione uscente e dove la programmazione, la politica e il potere delle idee sembrano un flebile lumicino da cimitero. Il Partito Democratico di Cesena esprime la piena condivisione con quanto dichiarato nel programma elettorale del candidato sindaco Paolo Lucchi. La Malatestiana, nonostante i dati già positivi, dovrà ulteriormente consolidare il proprio posizionamento nel tessuto sociale, sia come piazza del sapere capace di intercettare una fascia più ampia di utenza, sia come centro di ricerca e conservazione, per valorizzare il suo ricco patrimonio documentario. La biblioteca deve inoltre rafforzare le proprie relazioni con le altre istituzioni, come la scuola, l’università, il teatro, i musei e gli archivi, insieme ai quali allestire una offerta integrata di servizi di partecipazione alla vita culturale, da pensare anche all’interno di una progettazione e valorizzazione territoriale più vasta (Piattaforma Culturale Romagnola). In tutto ciò non va dimenticato il ruolo della Malatestiana come principale polo cittadino di attrazione turistica”.

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“Grande vicinanza e stima vanno infine manifestati a tutti coloro che operano all’interno dell’Istituzione, compresi i professionisti assunti tramite cooperativa (spesso, per la loro giovane età, vittime di battute indegne e commenti di cattivo gusto), che con silenzio e laboriosità provvedono a garantire e a migliorare giorno dopo giorno il servizio e l’aspetto di quella che dovrà diventare sempre più la casa della cultura cittadina”, conclude Fabrizio Landi, Segretario Territoriale PD cesenate.

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