Malatestiana, per il sindaco e l'assessore Castorri una calza piena di carbone

Il comitato "La Malatestiana che vorremmo..." boccia il sindaco Lucchi e l'assessore Castorri sulle politiche culturali in città e lo fa in modo scherzoso, provando a recapitare al sindaco e all'assessore una calza della Befana

Il comitato “La Malatestiana che vorremmo...” boccia il sindaco Lucchi e l'assessore Castorri sulle politiche culturali in città e lo fa in modo scherzoso, provando a recapitare al sindaco e all'assessore una calza della Befana piena però non di dolciumi, bensì di carbone.
 

Scrive il comitato: “Il 2014 è stato un anno di rapidi e, spesso, mal ponderati cambiamenti nello scenario culturale cesenate in cui, accanto a nuove sfide, sono risuonati purtroppo vecchi campanelli d'allarme. E’ finalmente pubblico il bando per il nuovo Dirigente del settore Cultura-Turismo-Malatestiana: non si capisce perché tale incarico sia stato previsto a tempo determinato, modalità prevista dal regolamento comunale, ma che deve essere motivata. E' un incarico strategico nel nuovo assetto organizzativo e deve avere una continuità temporale e di progettazione, che vada al di là del mandato e della discrezionalità decisionale del sindaco”.
 

Sempre il comitato: “Il nuovo dirigente dovrà essere una figura di alto profilo, che sappia creare un contesto di collaborazione e coinvolgimento, con il personale competente dei vari settori, e realizzare quel “progetto unitario, integrato, sinergico”, di cui tanto si parla: per la Nuova Malatestiana si dovrà procedere al riordino, mai adeguatamente progettato, di funzioni, spazi e collezioni e si dovrà fornire un indirizzo generale, ancora non emerso, compatibile con la sua mission di biblioteca storica e centro di ricerca, per sviluppare un polo propulsore di cultura che sia attivo e non solo un’ordinaria vetrina promozionale. L'incongrua gestione degli spazi prevede, ad esempio, l'installazione nei locali della Malatestiana del “Museo Nori” del Mobile (che potrebbe dare effetto al benemerito lascito anche posizionato in sede più idonea) e l'insediamento dell’Ufficio Cultura. Al contempo, è previsto lo spostamento forzato dell'Archivio di Stato - inclusivo dello stesso Archivio Storico Comunale e base preziosa per la ricerca storica sulla città - che spezzerebbe, di fatto, una continuità naturale con la biblioteca”.
 

“Dal 2015 inoltre la Biblioteca non sarà più gestita da un'autonoma Istituzione, sciolta senza fornire le necessarie informazioni sui malfunzionamenti di questo ente, che avrebbe dovuto garantire alla Biblioteca, innanzitutto, autonomia gestionale. Al suo posto verrà istituito un cosiddetto Comitato Scientifico, il cui bando di partecipazione, purtroppo, lascia presagire scarsa autonomia, a fronte di un maggiore coinvolgimento decisionale del Sindaco, e criteri di selezione, che paiono tanto generici da configurarlo quale un “Comitato d’Onore”. Rimane una questione aperta, ossia la valutazione della qualità dei servizi e della modalità di reclutamento del nuovo personale, ad un anno dall'affidamento della loro gestione alla cooperativa esterna Formula Servizi”.
 

Ed ancora: “Sul futuro del Centro San Biagio, dopo mesi di dibattito acceso in commissione consiliare e in consiglio, rimane l'incertezza di un mancato progetto di valorizzazione, oltre al previsto spostamento in Malatestiana delle collezioni più interessanti, che si traduce in un inevitabile smembramento del centro stesso e ulteriore svilimento dell’offerta culturale cittadina, in particolare del centro storico. Ci chiediamo a che punto siano le attività di riordino del patrimonio archivistico, di valorizzazione degli eventi identitari previste da delibera e di quali risorse siano state messe a disposizione per raggiungere tali obiettivi. Inoltre, apprendiamo dalla stampa che alcuni locali del San Biagio, liberati dagli uffici Cultura per favorire il risparmio del canone di locazione e destinati per delibera “alla riqualificazione del Centro Cinema, per svolgere attività legate alla produzione ed alla valorizzazione cinematografica e come sedi per associazioni” sono stati, invece, destinati quale nuova sede del Centro Documentazione Educativa, facente capo all'Assessorato ai Servizi alla Persona. Questo conferma la mancanza di un progetto organico per il complesso e la scarsa coerenza con i temi trattati nel percorso partecipativo, che così impostato, mostra evidenti limiti”.
 

“Infine, non convincono le modalità di attuazione della Consulta Cultura, che rischia di essere poco trasparente nella modalità di riunione “a porte chiuse” e poco rappresentativa della variegata realtà cittadina. C'era così bisogno di creare una nuova oligarchia culturale? Ci rincresce constatare che, proprio nel settore culturale, dove l'ampiezza di visione e l'inclusività sono caratteristiche fondamentali e fonti di arricchimento, emergano forti note di criticità. Ecco perché, pur riconoscendo le buone intenzioni dell'Assessorato, ne dobbiamo registrare le non ottime realizzazioni: motivo per cui chiederemo, alla Befana in arrivo, di consegnare bonariamente, sì un po’ di zucchero, ma anche una buona dose di carbone a chi gestisce la faccenda. Buona Epifania!”

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