Dalla Malatestiana a Firenze: il viaggio della "Bibbia Francescana"

L’antico codice è il primo di quattro volumi della Bibbia comunemente definita "francescana", per sottolinearne l’appartenenza, pressoché certa, al convento dei Francescani di Cesena (l’attuale Biblioteca Malatestiana)

C’è anche la preziosa “Bibbia Francescana” conservata alla Biblioteca Malatestiana, tra le opere in visione alla mostra “L’arte di Francesco – Capolavori d’arte italiana e terre d’Asia dal XIII al XV secolo” che inaugurerà alla Galleria dell’Accademia di Firenze martedì. Il manoscritto in pergamena, risalente al 1270 circa, è stato prestato all’istituzione fiorentina per tutta la durata della mostra, ovvero fino all’11 ottobre, quando farà ritorno al suo luogo d’origine, la Biblioteca Malatestiana.

L’antico codice è il primo di quattro volumi della Bibbia comunemente definita "francescana", per sottolinearne l’appartenenza, pressoché certa, al convento dei Francescani di Cesena (l’attuale Biblioteca Malatestiana). La loro presenza in città è documentata dopo il 1250, il convento e la chiesa furono edificati dopo il 1257 e la chiesa fu consacrata nel 1290. La Bibbia fu senza dubbio il più prestigioso fra i libri presenti nel convento cesenate dei Minori: si tratta, infatti, di quattro volumi di grandi dimensioni, scritti da un unico copista, in littera textualis formata caratterizzata da unductus molto accurato, su due colonne e con ampi margini risparmiati.

La decorazione principale è stata attribuita alla mano del "Maestro di Bagnacavallo", autore di tre corali duecenteschi conservati nella locale biblioteca Comunale; l’esecuzione della loro decorazione miniata è fissata nel decennio 1260-1270, per cui attorno al 1270 è datata anche la realizzazione della Bibbia cesenate. Nell’Ottocento il manoscritto subì un intervento di restauro, consistente in una completa rilegatura, nella quale fu comunque reimpiegata la catena in ferro con cui, ancora oggi, il codice viene assicurato al suo pluteo nell’Aula del Nuti.

Questo è il secondo manoscritto cesenate che viene prestato ad altre città per essere inserito all’interno di mostre temporanee. Il 12 marzo scorso è stata infatti inaugurata a Palazzo Reale a Milano la mostra “Arte lombarda dai Visconti agli Sforza“ che vede tra le sue opere esposte anche il manoscritto in pergamena del “De consolatione Philosophiae” di Boezio databile al 1390 circa. In questo caso la mostra rimarrà aperta fino al 28 giugno.

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