Ben 11 casi di legionella nel Cesenate, chiesti lumi in Regione

I casi di legionella nel Cesenate diventano oggetto di un'interrogazione formale in Consiglio Regionale

I casi di legionella nel Cesenate diventano oggetto di un'interrogazione formale in Consiglio Regionale. Dopo i casi registratisi a Parma, è la volta del comprensorio cesenate che nel corso del 2016 ha fatto registrare 11 persone affette dal batterio della legionellosi, di cui una deceduta, anche per pregressi complicazioni di salute.

“Sebbene gli esiti dei test e i campionamenti effettuati dai tecnici dell’Ausl abbiano escluso l’ipotesi più preoccupante, ossia l’eventualità che il batterio fosse contenuto nell’acquedotto pubblico, di fatto non ne hanno ancora individuato la causa principale né tantomeno il canale di diffusione. Siamo a un punto morto e questo non può che creare preoccupazione e allarme tra i cittadini che non hanno certezze né alcuna garanzia sull’efficacia delle attività di prevenzione”: a porre l’accento sulla pericolosità della legionella e sulla necessità di “fornire risposte chiare alla cittadinanza”, è il consigliere regionale della Lega Nord, Massimiliano Pompignoli, che ha depositato un’interrogazione per chiedere all’Assessore Sergio Venturi “da cosa sia determinata la situazione di emergenza emersa nel comprensorio cesenate e quali iniziative intenda assumere sia per garantire la sicurezza e la salute dei cittadini che per prevenire ulteriori casi di contaminazione”.

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“Nonostante i primi riscontri, la mappatura del virus, e lo scagionamento della rete idrica - spiega Pompignoli - la situazione è complessa e richiede  interventi urgenti per scongiurare esiti peggiori e il  diffondersi del batterio anche in altre provincie romagnole”. Per questi motivi, il consigliere regionale della Lega Nord sollecita “l’attivazione dell’Unità di crisi recentemente istituita dall’Assessorato regionale alla sanità, in seguito ai casi segnalati a Parma, in collaborazione
con l'Istituto Superiore di Sanità per procedere al monitoraggio e all’analisi anche del focolaio emerso nel cesenate”.
 

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