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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca

Bar e ristoranti a Cesena non aprono, ma la protesta è simbolica e con stile: "Ci hanno abbandonato"

In città la protesta è stata alimentata da luci accese, apparecchiature simboliche, tavole apparecchiate e musica. Il flash mob dei gestori dei locali di Cesena

Anche Cesena aderisce alla protesta nazionale di bar e ristoranti contro le restrizioni del Governo, e lo fa con stile. Nessuna delle attività del centro storico ha infatti violato il dpcm in vigore facendo sedere al tavolo i clienti dopo le 18, cosa suggerita dall’iniziativa “Io apro”, che ha raccolto sul web tante adesioni. Come anticipato dall’associazione “Centro anch’io”, la protesta è stata alimentata da luci accese, apparecchiature simboliche e musica. In Piazza del Popolo è il ristorante “Roovido” che dà risalto al flashmob: tutto lo staff indossa la maglietta bianca con la scritta rossa #ADESSO BASTA, e, per l’ultima sera prima dell’entrata in vigore del nuovo dpcm, tiene vivo il servizio d’asporto fino alle 22. Il locale apparecchia inoltre i tavoli fuori in maniera simbolica e offre a tutti i presenti un sottofondo musicale. 

VIDEO: il flash mob

“Costituzionalmente ci stanno privando del nostro diritto di lavorare – afferma Federico Bertani, titolare del ristorante - vediamo molta disparità nelle scelte del Governo. Noi siamo una categoria penalizzata come le palestre e i centri sportivi, non troviamo giusto che questa cosa si protragga fino al 5 marzo”. Dopo essersi adeguati alle norme anti-Covid, le attuali restrizioni vanificano gli sforzi fatti nei mesi scorsi: “Abbiamo speso soldi, manteniamo del dipendenti che hanno delle famiglie, vogliamo semplicemente avere la possibilità di lavorare essendo più ligi possibile alle direttive del Governo”. 

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In corso Sozzi Alex Prati, nella sua “Caffetteria Del Corso”, decide di aderire all’iniziativa poggiando simbolicamente sui tavoli bicchieri e bottiglie di vino. “Siamo stati abbandonati – accusa Prati- chiediamo più tutela e ristori. Questi ultimi non sono stati adeguati alle perdite del fatturato”. Il flashmob per l’esercente può essere un’arma a doppio taglio: “Le proteste si fanno in un altro modo, questa non conta. Uno sciopero fiscale ad esempio, smettendo di pagare tasse e IVA”. Anche Prati vede la sua categoria molto discriminata rispetto alle altre: “Noi non emaniamo il virus, non siamo untori. Andate a vedere i supermercati in centro a Cesena, vediamo se lì vengono rispettate le distanze”.

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