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Cronaca

Poche offerte di posti pagati dallo Stato per l'accoglienza degli ucraini, riaperto il bando della Prefettura

Poche proposte di alloggi in provincia di Forlì-Cesena per l'accoglienza dei profughi ucraini nell'ambito del sistema dei Centri di accoglienza straordinaria

Poche proposte di alloggi in provincia di Forlì-Cesena per l'accoglienza dei profughi ucraini nell'ambito del sistema dei Centri di accoglienza straordinaria gestiti dalla Prefettura con un bando che scadeva domenica sera. All'avviso pubblico della Prefettura, che è in cerca di alloggi con i requisiti per l'ospitalità di rifugiati e richiedenti asilo, hanno risposto in 4, tra cui un solo albergo, mettendo a disposizione un quantitativo di posti che è in via di quantificazione, dato che sono in corso le verifiche sui requisiti minimi. Potrebbero quindi essere 100-150 posti, un numero ridotto se si considera che a venerdì scorso le presenza in provincia erano di 670 profughi, finora tutti accolti da privati cittadini e soggetti del volontariato in modo del tutto gratuito, fuori dal sistema dei Cas.

Per questo già da lunedì la Prefettura ha annunciato la proroga del bando, che è stato riaperto con lo slittamento alle 18  del 31 marzo dei termini  per la ricezione delle istanze. La  manifestazione di interesse è diretta all’affidamento diretto dei servizi di gestione di centri di accoglienza, costituiti da singole unità abitative, o da centri collettivi, con capienza fino a 50 posti a favore di cittadini ucraini nel territorio della Provincia di Forlì-Cesena.

La speranza è che quanti più soggetti possibili si facciano avanti, anche perché negli attuali Cas (quelli già in attività per le ondate migratorie dal Mediterraneo) gli oltre 400 posti disponibili in provincia erano di fatto già tutti esauriti. La Prefettura andrà a trattativa diretta per velocizzare i tempi ed incrementare i posti. Per ora valgono gli importi già definiti per il sistema di accoglienza dei rifugiati e richiedenti asilo, vale a dire un corrispettivo di 24,57 euro al giorno a ospite negli alloggi privati e 29,30 euro nelle strutture collettive. Tali somme possono essere oggetto di trattativa da parte dell'operatore che realizza il Cas, se motiva particolari costi. La deroga è stata prevista dal ministero proprio per l'accoglienza straordinaria degli ucraini, anche per far fronte agli aumentati costi energetici. 

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