Banco Alimentare Emilia Romagna e Save the Food: in aumento le richieste di cibo

A causa della pandemia sono aumentate le richieste di cibo tra il 20 al 40% a seconda delle zone della Regione

L’emergenza sanitaria che ha funestato l’inizio del 2020 ha messo in ginocchio l’economia di interi Paesi; in Italia, prima nazione occidentale ad essere pesantemente colpita dalla pandemia, a causa del blocco di tutte le attività commerciali e lavorative molte famiglie in più hanno dovuto chiedere aiuto agli enti caritativi per poter sfamare i propri cari e se stessi.

Nel nostro Paese Banco Alimentare  si occupa di combattere lo spreco alimentare, dando al cibo una seconda vita donandolo ai più bisognosi. In collaborazione con la Fondazione Banco Alimentare, nel 2011, nasce il progetto Cuki Save the Food realizzato da Cuki  per sostenere il programma Siticibo della Onlus, che opera su tutto il territorio nazionale contro lo spreco alimentare e recupera il cibo non servito nelle mense collettive e invenduto nei supermercati della distribuzione organizzata.

In Emilia Romagna Cuki Save the Food, nel 2019, ha recuperato 130.023 porzioni di cibo, raccolte dal Banco Alimentare regionale   che ha potuto contare sulle mense collettive che hanno aderito al progetto. In Italia Cuki Save the Food nel solo 2019 ha contribuito a  "salvare" dallo spreco 1.418.000 porzioni di cibo. A maggio di quest’anno, sono oltre 16 milioni le porzioni ridistribuite dal 2011, anno dell’inizio della del progetto.

Un meccanismo trasparente e virtuoso che si basa sulla solidarietà, e sull’impegno di oltre 100 volontari di Banco Alimentare su tutto il territorio regionale, che consentono di recuperare il cibo preparato e in eccedenza , donandolo, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie alle strutture caritative del territorio.

Nel corso dei dieci anni di attività di Responsabilità Sociale di Cuki, sono state donate circa 2 milioni di vaschette in alluminio e migliaia di Thermobox per conservare, trasportare e ridistribuire le oltre 16 milioni di porzioni che rappresentano un risultato unico nella storia della lotta allo spreco alimentare.

“Attraverso il suo servizio quotidiano di recupero e distribuzione alimenti, il Banco Alimentare Emilia Romagna sostiene circa 800 organizzazioni benefiche distribuite su tutto il territorio regionale, andando incontro in modo capillare al bisogno di famiglie e singoli in difficoltà. Anche in Emilia Romagna, l’epidemia Covid-19 ha colpito duramente,  dichiara Stefano Dalmonte, presidente di Fondazione Banco Alimentare Emilia Romagna Onlus. Lo staff del Banco ed i cento volontari hanno proseguito l’attività pur tra tante difficoltà, per rispondere il più possibile alle richieste di aiuto, nuove e pregresse. Nella nostra Regione infatti c’è stato un incremento tra il 20 e il 40%, a seconda delle zone, di persone assistite dalle organizzazioni convenzionate, e prevediamo purtroppo che questo dato potrebbe salire nei prossimi mesi. Per far fronte alle aumentante richieste di aiuti alimentari, abbiamo incrementato il recupero delle eccedenze e l’avere a disposizione i contenitori Cuki ci ha permesso di rendere migliore il recupero e la distribuzione del cibo alle organizzazioni convenzionate.”

“L’attenzione verso i temi sociali sono sempre stati centrali per il nostro brand, spiega Carlo Bertolino, Direttore Marketing e Comunicazione Cuki La collaborazione con Banco Alimentare ha un valore enorme perché ci consente di realizzare un atto di restituzione: sostenendo la Onlus abbiamo la possibilità di dare una seconda vita al cibo che altrimenti andrebbe sprecato e che va a favore delle fasce più deboli”.

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La collaborazione tra Cuki e Banco Alimentare si consolida ulteriormente anche grazie ad un altro progetto nato per contrastare un importante settore che incide sullo spreco alimentare: il cibo sprecato nei ristoranti. Nel 2016 nasce Cuki Save Bag, la “doggy bag” di Cuki, sviluppata in sinergia con 200 studenti del Politecnico di Torino, per portare a casa il cibo non consumato al ristorante, contribuendo in questo modo a combattere lo spreco del cibofuori casa. Hanno aderito al progetto Save Bag i ristoranti Eataly, le osterie Slow Food, il Gruppo CIGIERRE e Just Eat.

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