Banca Romagna Cooperativa, 6 dipendenti ottengono il vecchio stipendio e tutti gli arretrati

Una partita destinata a riaprirsi, almeno dal punto di vista dei lavoratori, quella del passaggio dell'ex Banca Romagna Cooperativa a Banca Sviluppo

Una partita destinata a riaprirsi, almeno dal punto di vista dei lavoratori, quella del passaggio dell'ex Banca Romagna Cooperativa a Banca Sviluppo. Dopo la sentenza che riconosce il “comportamento anti-sindacale” nella gestione del trasferimento dei dipendenti dai due istituti bancari a condizioni ritenute svantaggiate, ora ci sono 6 lavoratori, tutti iscritti alla Uilca/Uil che affrontano lo steso tema nella loro causa individuale di lavoro. Martedì scorso i lavoratori hanno discusso la causa davanti al giudice del  lavoro  Luca Mascini. 

Il sindacato Uilca/Uil, come il sindacato Fabi, non firmò gli accordi sindacali che nel luglio 2015 regolarono il passaggio dei  lavoratori nella nuova realtà bancaria, nella convinzione che i lavoratori fossero oggetto di una strumentale forzatura che li andava a penalizzare, nei diritti e nella retribuzione, senza una trasparente discussione sul piano industriale futuro, a fronte di un'evidente cessione di azienda. Una fase dura ed uno scontro duro, durante il quale la Uilca di Cesena, gli Rsu della medesima organizzazione sindacale, con il supporto della Uilca nazionale e della Uil Cesena, hanno mantenuto la posizione, non sottoscrivendo alcun accordo e affidando gli esiti ai legali.

Per la Uilca “essendosi trattato di cessione di azienda i rapporti di lavoro sarebbero dovuti passare alla banca acquirente mantenendo tutte le caratteristiche pregresse, mentre è cosa nota che ciò non è avvenuto in quanto i singoli dipendenti sono stati chiamati a sottoscrivere accordi individuali contenenti elementi fortemente peggiorativi del loro trattamento”.

Il giudice Mascini si è pronunciato accertando e dichiarando l’irrilevanza giuridica degli accordi di cessione stipulati dai ricorrenti condannando la banca cessionaria al pagamento del differenziale economico maturato dai lavoratori  a far data dal 18/07/2015, di fatto annullando gli accordi sindacali non firmati dalla UILCA. “Si tratta di una vittoria avente una portata giuridica e morale elevatissima che finalmente riporta giustizia per quei lavoratori che, con coraggio e determinazione, sono andati fino in fondo per veder riconosciuti i propri diritti”, commenta il segretario della Uil Marcello Borghetti.

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