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Grazie ad una ricercatrice cesenate passi avanti nella cura del paziente gravemente ustionato

I risultati evidenziano che le matrici extracellulari prodotte dai fibroblasti possono essere utilizzate come supporto tridimensionale per far crescere, dopo 14 giorni di coltura, foglietti di cheratinociti ben differenziati e funzionali

La ricercatrice Martina Ghetti della Banca Regionale della Cute dell'Ausl Romagna, distretto di Cesena, grazie alla borsa di studio finanziata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena ha potuto approfondire il proprio lavoro di ricerca nei laboratori  del Dipartimento di Bioingegneria, dell’Imperial College London. Obiettivo del progetto di dottorato tuttora in corso, guidato dalla Dott.ssa Elena Bondioli responsabile dell’attività di ingegneria tissutale e dalla professoressa Giovanna Cenacchi (Università di Bologna), è investigare in modo approfondito le caratteristiche biologiche dei tipi di tessuto lavorati e conservati nella Banca della Cute e studiare i meccanismi rigenerativi del derma omologo decellularizzato, già conosciuto nel campo della medicina rigenerativa e utilizzato in clinica.

Grazie al collegamento fra le conoscenze e gli interessi di ricerca del gruppo italiano e di quello londinese è stato possibile finalizzare il lavoro di ricerca nella creazione di Matrici Extracellulari prodotte da diverse popolazioni di fibroblasti cutanei e nello studio del loro ruolo come “scaffold” nel promuovere la crescita e la differenziazione tridimensionale di cheratinociti. Semplificando, i fibroblasti sono cellule del derma, il tessuto sottostante l’epidermide, e i quali svolgono un ruolo fondamentale nella produzione di matrici extracellulari nella cute. Pertanto, partendo dalle conoscenze del gruppo londinese, diretto dalla Dott.ssa Claire A. Higgins, sulle diverse popolazioni di fibroblasti, la ricerca ha esaminato caratteristiche, composizione, influenze e crescita delle matrici extracellulari.

I risultati evidenziano che le matrici extracellulari prodotte dai fibroblasti possono essere utilizzate come supporto tridimensionale per far crescere, dopo 14 giorni di coltura, foglietti di cheratinociti ben differenziati e funzionali. Nello specifico si è visto che la matrice prodotta dai fibroblasti papillari sembra essere la più adatta alla creazione di questi foglietti, in quanto anche nella cute i cheratinociti sono fisiologicamente a contatto con la membrana basale ed il sottostante derma papillare. La ricerca svolta nei laboratori cesenati e londinesi da Martina Ghetti suggerisce che una applicazione futura, che andrà indagata con ulteriori studi, di questi foglietti di cheratinociti potrebbe essere la copertura di scaffold dermici decellularizzati utilizzati per trattare ferite difficili.

Il presidente della Fondazione Bruno Piraccini, nel congratularsi con la ricercatrice per il brillante esito della ricerca e per l’avvio di una collaborazione internazionale, ha ricordato che “la ricerca finanziata dalla Fondazione esplora un ambito scientifico (quello della ricostruzione del mantello cutaneo ndr) di fondamentale importanza nella cura del paziente gravemente ustionato”. “Il livello di eccellenza internazionale raggiunto dal Centro Grandi Ustionati e dalla Banca Regionale della Cute di Cesena diretti dal dottor Davide Melandri - ha concluso Piraccini - è stato confermato anche dall’aver vinto, nel gennaio scorso, il quinto premio internazionale sull’innovazione indetto dal decimo World Biomaterial Congress che a maggio vedrà riuniti a Montreal i maggiori ricercatori del settore, provenienti da oltre 60 nazioni, per confrontarsi sui temi della medicina rigenerativa, bioingegneria tessutale e cellulare, nanotecnologie e biotecnologie”.

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