"Bambino siriano" in piazza, il sindaco: "L'ho fatto rimuovere io e mi è dispiaciuto"

Il sindaco, poi, parlando a proposito del fatto che piazza della Libertà lancia un appello agli artisti locali. "Ci sono vetrine sfitte"

"Sì l'ho fatta spostare io l'installazione in piazza della Libertà, perché a nessuno è concesso operare in questo modo in città, senza previa autorizzazione". A parlare così è il sindaco Paolo Lucchi che giovedì mattina, avvisato del bambolotto insanguinato buttato a fianco della fontana e delle impronte rosse collocate nelle vicinanze, ha deciso di rimuovere quegli oggetti piazzati lì, in un'area pubblica, da qualcuno che non aveva richiesto il permesso. Si è trattato di un' "incursione artistica" con una simulazione della tragica scena del 2015, quando un bambino siriano venne  raccolto morto su una spiaggia di un'isola greca, fuggito dall'inferno del suo Paese in guerra.

"Quando ho saputo che a realizzarla era stato Silvano Tontini sono rimasto sorpreso - continua Lucchi - anche perché l'artista cesenate, che tra l'altro stimo molto, sa perfettamente qual è l'iter da seguire. Nel 2011, in occasione del decennale della strage dell'11 settembre, aveva fatto un'installazione simile chiedendo di poterla collocare in piazza del Popolo e noi così abbiamo fatto. Anche in questo caso, se l'avessimo saputo prima, avremmo fatto la stessa cosa. Gli avremmo concesso di esporla mantenendo, se avesse voluto, anche l'anonimato. Devo dire che anche per me è stato un peccato doverla rimuovere, ma da sindaco non potevo fare altro". 

Il sindaco, poi, parlando a proposito del fatto che piazza della Libertà si presterebbe molto bene a ospitare installazioni artistiche (un po' come Pietrasanta in Versilia capace di attirare turisti da tutta Italia anche per le mostre monumentali allestite en plein air) lancia un appello agli artisti locali. "Ci sono vetrine sfitte che come Comune usiamo per pubblicare avvisi - conclude il sindaco - sarebbe molto bello usarle diversamente, dando spazio agli artisti locali e non. Anzi vorrei lanciare un appello agli artisti locali di farsi sentire, di venire da me in Comune che qualcosa possiamo studiare. Mi farebbe molto piacere". 

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