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Lunedì, 16 Maggio 2022
Cronaca

Bimba sottratta dalla madre, interrotte anche le telefonate. Il Paese in cui è fuggita fa scattare la Convenzione dell'Aia

Da qualche giorno prima di Natale non sente più la figlia piccola, né sa con sicurezza dove questa si trovi, non essendo stata reperita dalle forze dell'ordine locali in un controllo all'ultimo indirizzo conosciuto all'estero

Da qualche giorno prima di Natale non sente più la figlia piccola, né sa con sicurezza dove questa si trovi, non essendo stata reperita dalle forze dell'ordine locali in un controllo all'ultimo indirizzo conosciuto all'estero. E' in questo stato di ansia che un professionista di Cesena ha ricevuto in questi giorni - tramite i suoi legali Sofia Carlino e Barbara Urbini del foro di Forlì – la notizia che finalmente l'autorità giudiziaria del Paese dell'Est Europa dove la bambina è stata portata dalla madre, all'insaputa dell'ex compagno, ha aperto un procedimento formale attivato dall'Italia tramite la Convenzione dell'Aia, per stabilire il destino della piccola.

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La convenzione dell'Aia è quella che regola i casi di bambini contesi tra genitori appartenenti a due Paesi diversi ed è stata applicata di recente nel caso più famoso del piccolo Eitan, il bambino sopravvissuto alla tragedia della funivia del Mottarone rapito dal nonno e portato in Israele, per poi dover essere riconsegnato al ramo italiano della sua famiglia. Formalmente l'iter per la bambina cesenate, espatriata con la madre all'inizio dello scorso settembre, dovrebbe concludersi in 6 settimane. Settimane di trepidazione in quanto il padre, tramite un avvocato sul posto, potrà far valere le proprie ragioni nel tribunale del Paese dove la bambina si trova.

Negli ultimi due mesi, il professionista cesenate ha inoltre ricostruito i passi preparatori che l'ex compagna aveva fatto per  organizzare l'espatrio, che ora non appare più così estemporaneo come inizialmente si credeva (giustificato dal dover correre al capezzale di una nonna gravemente ammalata). L'uomo, infatti, si è visto recapitare – senza esserne minimamente a conoscenza – un atto tradotto in italiano ed emesso da un tribunale del Paese natale della ex compagna, in cui veniva rigettata per non competenza la domanda della madre (fatta a sua insaputa) di cambiare la residenza anagrafica della bambina, rimandando alla competenza delle autorità italiane. Non solo: è emerso che la bambina era stata nel frattempo iscritta ad una scuola sempre nel Paese dell'Est Europa, nonostante fosse già iscritta e abbia frequentato, per un anno una scuola elementare a Cesena. 

La nuova scuola però non sarebbe stata più frequentata dalla piccola da dopo le vacanze di Natale. E se la bambina non frequenta più la scuola, la stessa piccola non è stata reperita a casa da un controllo delle forze dell'ordine all'ultimo domicilio conosciuto dal padre. Intanto il telefono è muto. Sparite anche le rare videochiamate che fino a qualche giorno prima di Natale tenevano almeno aperto un canale di comunicazione tra padre e figlia. Tutti comportamenti che, intanto, il cesenate ha provveduto a comunicare alla Procura della Repubblica di Forlì. Un recente provvedimento del Tribunale dei Minori di Bologna, andato finora disatteso, intima alla donna di riportare la piccola in Italia.

La vicenda della bambina 

La piccola è stata strappata all'affetto della sua famiglia italiana dallo scorso settembre e portata dalla madre nel suo paese d'origine nell'Est Europa.  Il padre, un professionista cesenate, ha visto per l'ultima volta la bambina a fine settembre. La piccola ha frequentato solo la prima settimana di lezioni, in una scuola elementare di Cesena, poi la madre ha deciso di portala all'estero senza avvisare il resto della famiglia, un viaggio di 1.500 chilometri in auto dove il primo messaggio al padre è arrivato già dopo che la frontiera era stata valicata. Prima la madre ha accampato una serie di scuse per giustificare il mancato rientro, tra cui la malattia di parenti in patria, poi della bambina, poi la rottura dell'auto. Infine avrebbe simulato un rientro in Italia, caricando così di vane speranze il ramo italiano della sua famiglia, per arrivare alla fine a confermare che non è sua intenzione riportare la bambina dove è nata.

La donna già da un paio di anni si era divisa dal compagno cesenate. Un storia sentimentale che è finita, in questo caso, non per violenze o maltrattamenti ma solo per la fine di un rapporto amoroso di coppia. Tanto che il padre ha continuato  sempre ad essere presente nella vita della figlia, anche dopo la separazione dalla compagna. Inoltreha sempre provveduto al sostentamento della bambina fin dalla nascita, dato che la madre non lavorava, nonché ha sopperito economicamente a molte esigenze della stessa madre anche dopo la fine della relazione. Dopo una battaglia giudiziaria non particolarmente aspra, il Tribunale aveva definito un affidamento congiunto ai due genitori, prevedendo giorni in cui la bambina stava con il padre. Poi la fuga all'estero con la bambina, nata e cresciuta a Cesena.

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