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Bagno di Romagna, Imu delle aree edificabili: confermati gli importi del 2019

La Giunta ha anche affrontato la questione dell’applicazione dell’Imu a quei lotti di terreno inedificati che presentano tuttavia una potenzialità edificatoria condizionata dalla presenza di vincoli e circostanze che ne frustrano la realizzazione in concreto

La Giunta Comunale di Bagno di Romagna ha recentemente confermato i valori stabiliti nel 2019 ai fini del calcolo Imu delle aree edificabili, accertando che non ci sono stati rilevanti scostamenti del valore di mercato delle aree edificabili del Comune di Bagno di Romagna con quelli determinati dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare. Con la stessa delibera la Giunta ha anche affrontato la questione dell’applicazione dell’Imu a quei lotti di terreno inedificati che presentano tuttavia una potenzialità edificatoria condizionata dalla presenza di vincoli e circostanze che ne frustrano la realizzazione in concreto.

"E’ una questione che ci è stata segnalata da vari cittadini ed imprenditori e che si protrae dal 2006, quando venne riconosciuta a taluni lotti di terreno una capacità edificatoria formale, che tuttavia non può essere realizzata in concreto per la presenza di circostanze o vincoli che di fatto ne impediscono o ne riducono la capacità di edificare come riconosciuta - spiega il sindaco di Bagno di Romagna, Marco Baccini -. Si tratta di un problema per il quale abbiamo subito compreso le ragioni dei nostri cittadini, ma che allo stesso tempo è non è possibile risolvere in via immediata e definitiva per l’Ente comunale, se non con l’approvazione del nuovo piano urbanistico generale, che arriverà non prima del 2022".

"Nel frattempo - spiega il primo cittadino - per cercare di risolvere almeno parzialmente il problema e riconoscere ai cittadini una riduzione dell’Imu coerente con l’effettiva capacità edificatoria dei propri lotti, abbiamo approvato un intervento che consente di ricondurre queste aree all’effettivo valore di mercato tenendo conto dei vincoli presenti. Valore che d’altra parte non può essere pari a zero, poiché tali aree mantengono comunque una potenzialità edificatoria che potrebbe essere trasferita in un altro lotto in base all’applicazione della perequazione urbanistica".

"Pertanto, abbiamo riconosciuto ai cittadini la facoltà di ridurre il valore delle proprie aree attraverso una perizia di stima presentata da tecnico libero professionista abilitato, che attesti i vincoli presenti e le criticità emerse, che evidentemente non erano state considerate nei piani del 2006 - prosegue Baccini -. Pertanto al fine di contemperare il dovere in capo al Comune di esigere un’entrata prevista per legge con il diritto del cittadino di vedere riconosciuta un’imposizione tributaria strettamente correlata al valore di mercato dell’area sono stati individuati dalla Giunta i criteri  per addivenire alla riduzione che può raggiungere anche l’80% del valore stimato di mercato, per i casi di presenza di vincoli tali da frustrarne in maniera oggettiva l’edificazione diretta".

"E’ un intervento che, se non risolutivo, rappresenta il massimo correttivo all’applicazione dell’Imu sui terreni che è consentito al Comune in base alle norme vigenti ed all’attuale strumentazione urbanistica. Soltanto con l’approvazione del Pug, piano urbanistico generale, infatti - spiega l’assessore Claudia Mazzoli - potranno essere delineate le zone inedificabili del territorio comunale. In quell’occasione, inoltre, verranno a decadere le aree di trasformazione individuate dal Piano Strutturale Comunale che non hanno trovato attuazione che ritorneranno a far parte del territorio rurale e ci sarà una nuova perimetrazione del territorio urbanizzato, in applicazione della nuova legge urbanistica regionale. Nel corso del 2021 si entrerà nel vivo di questo procedimento con ripresa dell’attività partecipativa che ha subito rallentamenti nel 2020 a causa del Covid-19 con previsione di assunzione dello stesso entro l’anno".

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