Baby sitter ai profughi che studiano l'italiano: un video porta alla luce un caso avvenuto nel Rubicone

Ai profughi che si trovano ospitati nel territorio del Rubicone arriverà presto il servizio di baby sitter, così da permettere alle richiedenti asilo madri di poter frequentare corsi di italiano

Ai profughi che si trovano ospitati nel territorio del Rubicone arriverà presto il servizio di baby sitter, così da permettere alle richiedenti asilo madri di poter frequentare corsi di italiano. A sollevare il caso, con tanto di documenti, in un video su Facebook che sta facendo molto discutere e solleva molte critiche, è il consigliere regionale di Forza Italia Galeazzo Bignami. Bignami mostra in particolare un bando dell’Asp (azienda di servizi alla persona) “Rubicone” in cui si indice la ricerca di personale per il baby sitting. Il bando prevede perfino che il personale sia laureato e offre una paga di 18,5 euro all’ora.

La protesta riguarda, ancora una volta, la disparità di trattamento. Per una famiglia con bambini piccoli spesso sono salati i costi per l’accudimento dei piccoli mentre la madre o il padre sono impegnati in attività lavorative ed extra-lavorative, come per esempio frequentare corsi di formazione e aggiornamento, con il servizio di scuola materna o asilo nido che raramente sono in grado di rispondere con flessibilità alle diverse esigenze famigliari. L’Asp Rubicone, tuttavia, ha inteso fornire questo servizio, finanziato dall’Unione Europea, alle famiglie dei migranti che rientrano nel programma della richiesta asilo. 

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Molto duro nel suo post Facebook è Galeazzo Bignami: “Lo sapevate che coi soldi delle nostre tasse paghiamo anche le babysitter ai migranti? 18,50 € l’ora. Lo hanno deciso Regione Emilia Romagna e Ministero dell’Interno con due bandi di poche settimane. Poi come fa uno a non arrabbiarsi. La babysitter (che deve essere laureata…) è pagata per i minori dei migranti che vanno ai corsi di italiano, anche questi gratis per loro visto che sono pagati coi soldi nostri (45 € l’ora per insegnante). Il tutto grazie ad un fondo di 330 milioni di euro. Tutti soldi nostri. Però poi ci dicono che devono tagliare la sanità, i trasporti, i servizi perché non ci sono i soldi… Però i soldi per la babysitter ai migranti li trovano. E questo non è razzismo. E’ buon senso. La verità? E’ che ci sono troppi interessi economici che girano. Questo è un business”.
 

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