Ausl unica, "non è un poltronificio". E i risparmi? "Arriveranno dopo"

L'Ausl unica di Romagna non è un "poltronificio" per nuovi dirigenti, ma una struttura che ha permesso fin da subito di realizzare un risparmio di circa un milione di euro con la riduzione di 9 direttori apicali sui 12 delle ex Ausl

L'Ausl unica di Romagna non è un “poltronificio” per nuovi dirigenti, ma una struttura che ha permesso fin da subito di realizzare un risparmio di circa un milione di euro con la riduzione di 9 direttori apicali sui 12 delle precedenti quattro Ausl, inoltre i dirigenti sono calati da 70 a 62 nel corso del 2014: è una difesa su tre fronti quella che arriva sulla nuova Ausl di Romagna. A confutare il dato che tra i suoi primi atti la nuova super-Ausl abbia moltiplicato le poltrone da dirigenti che devono coordinare altri dirigenti, sono l'assessore regionale alla Sanità Carlo Lusenti, il presidente della conferenza sanitaria dei sindaci Paolo Lucchi e il direttore generale Andrea Des Dorides.

L'Ausl unica compie oltre sette mesi di vita. Cosa si è fatto fin ad ora? I primi tre mesi sono serviti per il passaggio al nuovo soggetto, senza chiaramente fermare l'erogazione dei servizi, i tre mesi successivi sono serviti per la fusione e per creare dei coordinamenti in settori chiave per uniformare le procedure e alcuni uffici centrali. Il passo grosso, sarà, infine, il nuovo “atto aziendale” quello con cui, fuori dal burocratese, si ridisegnerà l'Ausl unica. Il documento dovrebbe giungere entro novembre, “ma non c'è fretta, meglio prendersi un po' più di tempo e discuterlo per bene”, mette le mani avanti Des Dorides.

POLEMICA SUI RUOLI DI COORDINAMENTO. Una bufera ha sollevato la delibera di Des Dorides che individua nuovi coordinamenti, “non sono dirigenti e sfido a trovare la parola 'dirigente' nella delibera”. In 24 settori, in sostanza, diversi dirigenti dell'Ausl unica prenderanno anche il compito di coordinare diversi uffici. Fa l'esempio Des Dorides: “Prima c'erano 4 Ausl con 4 uffici bilancio, ora abbiamo ancora 4 uffici bilancio, ma con un dirigente che dovrà coordinare per attuare procedure unificanti, poi in futuro avremo un unico ufficio bilancio”. Quanto prenderanno questi coordinatori per questo lavoro? “Un incentivo, ma un'inezia come valore, un riconoscimento simbolico” dice Des Dorides. Questo cambiamento, inoltre, coinvolge solo il vertice dell'azienda, “parliamo del 5% dell'azienda, per tutti gli altri non cambia niente”. “Si tratta di dirigenti già in forza nell'organico – precisa Lusenti -, chi dice che devono essere diminuiti deve prendersi anche la responsabilità di dire che vanno licenziati e dire anche chi e con quale metodo”. Aggiunge da parte sua Lucchi: “I coordinatori li individua il direttore generale, c'è chi la mette come una competizione tra territori, ma chi crede che i dirigenti debbano essere scelti dai sindaci sbaglia. Non è mai accaduto e non accadrà”.

Il PUNTO DELLA SITUAZIONE. Cosa è cambiato nel macrocosmo della sanità romagnola? “Di sicuro non sono diminuiti i servizi – dice Lucchi -, certo non tutto è perfetto, ma c'è più progettualità. I momenti di confronto non mancano e i sindaci partecipano alla costruzione del nuovo soggetto. Per esempio la delibera sui coordinamenti è stata a disposizione dei sindaci molto tempo prima”.

MA QUALI RISPARMI? “I risparmi arriveranno dopo”, dice Des Dorides, non quantificando. Quando e quanto? Interviene l'assessore Lusenti: “Il fine dell'Ausl unica non è spendere meno, si continua a spendere tutto quello che c'è, ma cercando di spostare il più possibile la spesa dall'interno al fronte, vale a dire dai costi di funzionamento ai servizi per i cittadini. Già la riduzione del numero dei direttori generali va in maggiore spesa per medici, farmaci e infermieri”. Quindi il tema di come riorganizzare la rete ospedaliera non è sul tappeto: “Quanti posti letto, quali presidi sul territorio come ospedali, case della salute etc, dipendono dalla legge, come il decreto Balduzzi, e anche le vecchie Ausl si sarebbero dovute adeguare”. Qual è invece il prossimo obiettivo dell'Ausl unica? “Il nuovo atto aziendale, con questo si va sulla carne viva: vale a dire medici, infermieri, posti letto”. Se ne discuterà con dei gruppi di lavoro e il documento sarà pronto a novembre, 2ma lo faremo senza fretta, ascoltando tutti”, spiega Des Dorides. Coi sindacati i rapporti come sono? “Costruttivamente vivaci – sorride Des Dorides -. Il vuoto crea apprensione e il più preoccupato sono io. Ma siamo qui per affrontare questi problemi”.

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L'AUSL UNICA: I NUMERI. L'Ausl unica della Romagna eroga servizi per 1.128.000 abitanti, con un valore della produzione di 2,2 miliardi di euro. L'Ausl unica gestisce 15 ospedali pubblici e opera con 14 case di cura private. I posti letto sono 4.691 con 200.000 pazienti dimessi all'anno. Vi lavorano 15.000 dipendenti.

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