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Ausl unica, continua la moltiplicazione delle poltrone: "Un direttore sanitario pure per Pievesestina"

Si moltiplicano i dubbi e le voci critiche sui nuovi progetti dell'Ausl unica della Romagna. Diverse le "rivoluzioni" allarmanti solo accennate nel nuovo atto aziendale dell'azienda sanitaria romagnola. Proprio per analizzare questo documento di indirizzo l'Ordine dei Medici di Forlì-Cesena ha costituito una commissione

Si moltiplicano i dubbi e le voci critiche sui nuovi progetti dell’Ausl unica della Romagna. Diverse le “rivoluzioni” allarmanti solo accennate nel nuovo atto aziendale dell’azienda sanitaria romagnola. Proprio su questo documento di indirizzo l’Ordine dei Medici di Forlì-Cesena ha costituito una commissione per analizzare propositi manifesti, ma anche i tanti progetti occulti, magari fatti balenare in poche righe.

Michele Gaudio, presidente dell’Ordine dei Medici, tra le altre cose si appunta sul laboratorio di Pievesestina come piattaforma logistica della sanità romagnola. La grande struttura realizzata al casello di Cesena Nord, infatti, nel nuovo atto aziendale dovrebbe diventare un magazzino e un centro servizi per gli altri territori romagnoli. Tuttavia, nel procedere con questo progetto, nell’atto aziendale è stato previsto  anche di rendere Pievesestina come un polo sanitario a sé stante, quindi con un suo nuovo direttore sanitario e la struttura di vertice che ne consegue. Insomma, ancora una volta con l’Ausl unica aumentano le poltrone da dirigente, mentre le razionalizzazioni riguardano solo i servizi ai cittadini. Già la scorsa estate l'Ausl unica era partita col piede sbagliato, con una delibera che ancora prima di tutto moltiplicava i dirigenti di coordinamento, da cui una conferenza stampa per respingere le accuse di "poltronificio".

Gaudio parte da una critica di metodo: “Anzitutto l’atto aziendale è un documento che mischia indirizzi e aspetti operativi, principi e organizzazione. Se si indica Pievesestina come polo logistico ci può anche stare, ma poi si scriva come farlo, per che cosa, con quali costi. Intanto, però, si sono sentiti di precisare che Pievesestina deve diventare un polo a sé stante con un proprio direttore sanitario a sé stante come un ospedale”. Insomma, creato il polo, creato il direttore.
 

Su cosa poi debba andare a Pievesestina è presto detto: “In una riga si parla di portarci i servizi di anatomia patologica – continua Gaudio -. Un’idea assurda contro cui lottiamo da oltre dieci anni.  Le anatomie patologiche sono state razionalizzate, in caso di urgenza da una sala operatoria in estemporanea si può dare una risposta rapida in pochi minuti, si lavora in gruppi di professionisti fianco a fianco ognuno con la sua specialità”.

In ambito clinico l'anatomia patologica svolge un ruolo fondamentale per la pianificazione di eventuali terapie mediche o chirurgiche fornendo diagnosi su tessuti, cellule e parti anatomiche prelevate da pazienti in cui si sospetta una malattia. Invece, con il concentramento a Pievesestina – è il timore – accadrebbe che il campione da analizzare parte in ambulanza e ritorna indietro un foglio scritto, con la perdita di tempo e di scambio di informazioni tra specialisti. "E' una proposta che poteva andar bene vent'anni fa ma che oggi è dannosa", chiosa Gaudio. Tutto questo nella città del fondatore dell’anatomia patologica moderna, Giovan Battista Morgagni. Nessun accenno nell’atto aziendale su come gestire questa rivoluzione, però ci si premura di inserire la nuova figura dirigenziale.

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