Ausl Unica, i Comuni dicono sì. Tranne Cesenatico

La Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria del Cesenate nella riunione convocata mercoledì mattina nel Palazzo Comunale di Cesena ha approvato un documento

I tempi sono maturi per dare vita a Azienda Sanitaria Unica della Romagna. Ne è convinta la Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria del Cesenate, che nella riunione convocata mercoledì mattina nel Palazzo Comunale di Cesena ha approvato un documento (condiviso con le altre Conferenze romagnole) che, in sostanza, dà il via al percorso di unificazione delle quattro Aziende Usl di Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini, stabilendo di procedere alla predisposizione degli atti normativi necessari e all’apertura di una fase transitoria straordinaria.

Alla seduta, che si è aperta con un minuto di silenzio in memoria del sindaco di Sarsina Malio Bartolini scomparso martedì, hanno partecipato il vicepresidente della Provincia Guglielmo Russo, il sindaco Paolo Lucchi per Cesena, l’assessore Claudio Valbonesi per Bagno di Romagna, il sindaco Roberto Buda per Cesenatico, l’assessore Stefania Bolognesi per Gatteo, il sindaco Oscar Graziani per Mercato Saraceno, l’assessore Vincenzo Pollini per Montiano, il sindaco Franco Cedioli per Roncofreddo, l’assessore Angela Benedetti per San Mauro Pascoli, il sindaco Elena Battistini per Savignano, il vicesindaco Odo Rocchi per Sogliano, il sindaco Guido Guidi per Verghereto. Al momento della votazione si sono espressi a favore del documento tutti i presenti, con l’eccezione del Sindaco di Cesenatico che si è astenuto.

“Questa decisione determinerà una svolta importantissima per l’intero territorio romagnolo – sottolinea il sindaco di Cesena Paolo Lucchi, che è anche presidente della Conferenza territoriale cesenate e coordinatore istituzionale di Area Vasta Romagna – ed è un segnale forte che va ben al di là dei nostri confini territoriali: in un momento così complesso e difficile per il nostro Paese, dimostriamo che c’è una politica che sa decidere, senza farsi imporre da altri percorsi che appaiono spesso improvvisati proprio perché non nati dai territori. Una politica che sa individuare le riforme necessarie e le fa camminare, anche nel pieno della campagna elettorale. Infatti, abbiamo avviato questo  percorso senza che ce lo imponesse nessuno, spinti esclusivamente (di fronte alla consapevolezza di dover intervenire per contenere i costi) dalla volontà di mantenere per i cittadini la rete dei servizi sanitari e sociosanitari, elementi  fondamentali per la coesione sociale che caratterizza in modo positivo il nostro territorio e che devono continuare a essere una certezza, così come lo sono stati finora. Sappiamo bene che è un obiettivo ambizioso, ma dobbiamo riuscirci su tutti i fronti, sia sostenendo il livello delle risposte offerte dai servizi ospedalieri e sviluppando le eccellenze presenti, sia garantendo alle zone collinari e montane una rete quanto più simile a quella attuale, sapendo bene che in quelle zone vanno garantite ai cittadini esattamente le stesse opportunità messe a disposizione sul resto del territorio”.

Ora all’interno dei singoli Comuni si aprirà una fase di confronto sul documento approvato mercoledì. Per quanto riguarda il Comune di Cesena, se ne dibatterà all’interno della Commissione Sanità già convocata per il 27 febbraio alle ore 18.30. Lo stesso documento verrà posto all’ordine del giorno della riunione con i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil e dei sindacati di categoria dell’intera Romagna, che si terrà il 1 marzo a Cesena.

Nel testo del documento approvato  viene ribadito come “gli obiettivi di riduzione degli apparati burocratici amministrativi si rendono oltremodo necessari in un momento di forte contrazione delle risorse messe a disposizione del Servizio sanitario regionale, che induce pertanto a ripensare i modelli organizzativi in un’ottica di integrazione funzionale e strutturale  idonea a mantenere i servizi alla persona secondo gli attuali standards qualitativi e quantitativi”.

La Conferenza precisa il documento “condivide l’obiettivo della costituzione dell’Azienda unica della Romagna e la previsione di una Conferenza territoriale Sociale e Sanitaria unica” aderendo in questo alla proposta della Regione Emilia-Romagna di procedere alla predisposizione degli atti normativi necessari alla costituzione dell’Azienda unica della Romagna nonché al completamento della regolamentazione dell’IRST. Ora si passa all'apertura “di una fase transitoria straordinaria, da concordare nei dettagli e nei tempi con l’Assessorato Regionale, nella quale garantire la continuità della direzione strategica delle attuali aziende e consentirne l’esercizio delle funzioni necessarie a dar vita alla nuova Azienda”.

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