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Ausiliarie lasciate a casa, il Comune: "Ne sono state stabilizzate 16"

Il Comune di Cesena replica alle accuse di alcune precarie che dopo anni si sono trovate senza lavoro, perché la graduatoria in cui si trovavano, quella per le supplenze brevi, non sarebbe stata rinnovata

“Tutto regolare sulla gestione delle ausiliarie precarie del Comune di Cesena”: lo spiega in una nota il Comune di Cesena in replica alle accuse di alcune precarie che dopo anni si sono trovate senza lavoro, perché la graduatoria in cui si trovavano, quella per le supplenze brevi, non sarebbe stata rinnovata.  A spiegare il problema è stata una di loro, Silvia, 51 anni, residente a Cesena con una figlia disabile. Da tre anni lavorava come ausiliaria per il comune, solitamente negli asili, ma ha lavorato anche nelle cucine comunali. "Ci sono state delle modifiche, il Governo ha deciso che negli enti pubblici non devono più esserci precari e quindi a fine dicembre ci hanno lasciato a casa. Venirlo a sapere solo pochi giorni prima della chiusura delle scuole è stato un colpo durissimo, ho avuto un esaurimento nervoso".

Ma Silvia non è l'unica ausiliaria a essere stata lasciata a casa. "Io ho lavorato per sedici anni come precaria per il comune di Cesena - dichiara Nadia, ex ausiliaria come Silvia, con la voce spezzata - ho un'invalidità del 46% e un marito con un'invalidità dell'85%. Ci sono delle mie ex-colleghe che hanno quattro o cinque figli, coppie di marito e moglie che lavoravano grazie a questa graduatoria e quindi ora si ritrovano entrambi senza lavoro. Siamo tutte in situazioni disperate, anche perchè questa graduatoria veniva fatta basandosi sull'Isee, quindi siamo persone che hanno sempre avuto un forte bisogno di lavorare". Ha spiegato poi Silvia: “Spesso ci chiamavano all'ultimo minuto chiedendoci di entrare in turno mezz'ora dopo, lavoravamo a chiamata, senza un numero di ore preciso. Siamo arrabbiate e indignate per questa situazione, il comune deve fare qualcosa".

Che cosa è accaduto dal punto di vista amministrativo per lasciare a casa queste lavoratrici? Lo spiega in una nota il Comune di Cesena: “Come ben noto a tutte le persone interessate, il 31 dicembre 2016 è definitivamente scaduta la graduatoria in essere fino a quel momento nel Comune di Cesena, utilizzabile solo ed esclusivamente per le assunzioni a tempo determinato del personale ausiliario nelle scuole dell’infanzia comunali. Nello specifico, la graduatoria veniva utilizzata esclusivamente per assunzioni brevi ed urgenti, fino ad un massimo di 10 giorni, in sostituzione di personale a tempo indeterminato assente per brevi periodi. Da tempo, infatti, proprio per non disperdere il prezioso apporto professionale di persone che da anni, seppur con incarichi a tempo determinato (quindi ripetuti dall’inizio alla fine di ogni anno scolastico), hanno lavorato con i bambini cesenati, l’Amministrazione comunale ha dato vita ad una riorganizzazione di questi servizi, con l’obiettivo di superare le situazioni importanti di precariato via createsi”.

Il Comune ricorda che “coinvolgendo ASP Cesena Valle Savio, cui da giugno 2015 è stata affidata la gestione di alcuni servizi per l’infanzia, a partire dallo scorso settembre sono state assunte (dal Comune e da Asp), a tempo indeterminato, ulteriori 35 figure professionali. Di queste, 16 sono le ausiliarie finalmente stabilizzate senza termine. Naturalmente, tutto il processo di stabilizzazione, legittimamente supportato e accompagnato dalle organizzazioni sindacali, ha seguito quanto previsto dalla normativa e riguardato le persone disponibili al lavoro inserite nelle prime posizioni in graduatoria (come sempre succede nel pubblico impiego). Le stesse lavoratrici che in questi mesi non hanno ricevuto più incarichi, del resto, ammettono di aver sempre lavorato come supplenti, chiamate ad anno scolastico iniziato per coprire assenze di personale già assunto”.
 
“Ovviamente, siamo dispiaciuti per le difficoltà create a queste lavoratrici. Tuttavia, crediamo che esse abbiano sempre saputo di essere inserite in una graduatoria utilizzabile per sostituzioni, che, come succede nel pubblico impiego, era soggetta a scadenza. Probabilmente, le numerose proroghe adottate dal Governo nel corso degli anni, non hanno aiutato le persone interessate a comprendere esattamente cosa sarebbe potuto accadere alla loro graduatoria”.

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