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Aumenta la sopravvivenza per i nati prematuri: a Cesena circa 200 ogni anno

“La maggior parte di essi – spiega Biasini - nasce con una leggera prematurità già prevista per parto programmato. Solo una piccolissima minoranza dei bambini (l’1% dei nati) viene alla luce con un peso molto basso, cioè inferiore ai 1500 grammi: al Bufalini ne assistiamo 50 all’anno”

In Emilia Romagna aumenta la sopravvivenza di piccoli nati prematuri. E’ quanto emerso dal XX Convegno Regionale della Società Italiana di Neonatologia che ha visto riuniti sabato scorso a Cesena 120 esperti del settore, tra i quali i direttori delle neonatologie emiliano romagnole, oltre a ricercatori di fama internazionale.

Dal 2005 al 2013, la sopravvivenza dei piccoli nati con un peso inferiore ai 1500 grammi è passata dall’81% all’88%. “Un dato lusinghiero – commenta Augusto Biasini, direttore del Reparto di Pediatria e Terapia Intensiva Neonatale-Pediatrica dell’ospedale Bufalini -  che supera la media registrata dai grandi network internazionali come il Von (Vermont Oxford), al quale sono iscritti tutti i Centri di Terapia Intensiva Neonatale dell’Emilia Romagna”. 

Ogni anno nella Terapia Intensiva Neonatale e Pediatrica di Cesena vengono ricoverati circa 240 bambini, di cui circa 200 sono prematuri su un totale di circa 2.200 nuovi nati. “La maggior parte di essi – spiega Biasini - nasce con una leggera prematurità già prevista per parto programmato. Solo una piccolissima minoranza dei bambini (l’1% dei nati) viene alla luce con un peso molto basso, cioè inferiore ai 1500 grammi: al Bufalini ne assistiamo 50 all’anno”.

Alcuni decenni fa per un bimbo nato intorno alla 24esima settimana di gestazione era difficilissima la sopravvivenza. “Negli ultimi decenni – specifica Biasini,  il progresso tecnologico e culturale in questo campo ha alzato notevolmente le possibilità di vita di questi piccoli e ha ridotti gli esiti di malattia: ovvero oggi i bambini nati prematuri sono più numerosi e più ‘sani’”.

Il percorso di assistenza al neonato prematuro inizia in sala parto, dove si trova un’isola neonatale. Si tratta di una culla attrezzata per essere una vera e propria piccola terapia intensiva neonatale trasportabile, in grado di assistere in ogni funzione un neonato con difficoltà respiratorie. E’ un vero e proprio salvagente per le situazioni inattese: consente di riscaldare il bambino, ventilarlo e aspirare le secrezioni delle vie respiratorie. Solo dopo il parto, il bimbo viene trasportato in reparto, dove viene assistito e costantemente monitorato in ambiente protetto che tende a ricreare il più possibile la condizione fetale che ha dovuto abbandonare prima del tempo fisiologico. Un elemento fondamentale è la vicinanza dei genitori che comunicano con il bambino il prima possibile sia con il contatto diretto sia usando l’utile strumento della lettura di un libro: storie brevi, che possono essere ripetute e che facilitano l’inizio di un rapporto che può essere estremamente difficile; ciò che nasce e persiste al di là delle parole è questo dialogo totalmente “empatico” fra genitori e figlio, che ci si augura contribuisca a sanare la profonda ferita psichica della nascita prematura.

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