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Foto da Twitter di Damiano Zoffoli

Foto da Twitter di Damiano Zoffoli

L'eurodeputato Damiano Zoffoli nell'inferno di Bruxelles

Tutta l'Europa è col fiato sospeso per le esplosioni che si sono succedute dalle 8 di martedì mattina a Bruxelles, la capitale del Belgio che ospita le istituzioni europee

Tutta l'Europa è stata col fiato sospeso per le esplosioni che si sono succedute dalle 8 di martedì a Bruxelles, la capitale del Belgio che ospita le istituzioni europee, per quello che un nuovo attacco terrorista dell'estremismo islamico. E mentre si rincorrono gli aggiornamenti dai luoghi degli attentati, vale a dire l'aeroporto di Bruxelles e le stazioni della metropolitana, si allunga continuamente la lista dei tantissimi italiani che si trovano nella città che è l'ombelico dell'Unione Europea.

Nell'inferno di Bruxelles c'è anche l'europarlamentare di Cesenatico Damiano Zoffoli. Quando è partita la mattinata di terrore, il deputato del Pd si trovava in una sede dell'Europarlamento. Tangibile il suo stupore e la sua preoccupazione esternata a caldo attraverso i social network. Alla notizia della prima esplosione all'aeroporto Zoffoli viene accolta con sgomento: “Morti e feriti all'aeroporto di Bruxelles. L'Europa spaventata è sotto attacco. Ancora qui in centro a Bruxelles non si sa cosa sia successo a pochi chilometri di distanza. Speriamo non si debbano piangere altre vittime. L'Europa viene colpita perché si vuole fare morire la speranza. Coi ragazzi di Erasmus facciamo vincere il futuro e la vita”. I successivi attacchi sono giunti fino in centro a Bruxelles, nelle vicine stazioni della metropolitana. Zoffoli dalle finestre del Parlamento Europeo ha fotografato anche l'accorrere dei soccorsi: “Dalla finestra del Parlamento si vedono mezzi dei vigili del fuoco vicino a stazione metro colpita #forzaEuropa”.

Zoffoli ha quindi affidato la sua riflessione ad un lancio dell'Agenzia Sir (servizio Informazione Religiosa): “Siamo chiusi dentro l’edificio del Parlamento europeo. La sensazione è quella di vivere oggi in una città spopolata, è come combattere una guerra a mani nude. Certamente – ci spiega – si è voluto colpire l’Europa che, pur nelle sue contraddizioni e limiti, rappresenta un simbolo di libertà e democrazia nel mondo”.

LE REAZIONI DALL'ITALIA - Sgomento da parte dei sindaci dell'Unione dei Comuni della Valle del Savio: "Gli attentati di Bruxelles ci coinvolgono tutti. Come persone, come donne e uomini europei, come amministratori delle nostre comunità. Ci troviamo di fronte ad un salto di qualità della strategia terroristica, evidentemente orientata all’imbarbarimento delle relazioni fra le persone, a mettere in discussione i valori di uguaglianza e solidarietà che da sempre caratterizzano in modo virtuoso il nostro territorio e le nostre comunità - aggiungono -. A questo le istituzioni europee e gli Stati devono reagire con una strategia finalmente unitaria e risoluta. Serve uno scatto di orgoglio che torni a mettere al centro le persone ed il loro futuro. Si tratta di nuovo un attacco all’idea stessa di fratellanza fra i popoli che sta alla base dell’Europa. Non possiamo intimidirci di fronte a chi pretende di chiuderci nelle nostre case, a chi pretende di mettere in discussione il nostro sistema di relazioni e di comunità. Il nostro pensiero corre ai familiari delle vittime, ai feriti ed a tutti coloro che si sono trovati coinvolti in questo inferno. Non vanno lasciati soli".

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