Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca

L'associazione: "Svelato l'indirizzo delle due case rifugio per donne maltrattate, grave svista"

"Con grande stupore - spiega l'associazione - abbiamo letto questo articolo che parla dell'impegno istituzionale per mettere in sicurezza le donne vittime di violenza, spesso tra le mura domestiche, svelando l'ubicazione di due nuovi rifugi"

“'Cesena. Due case-rifugio per proteggere le donne maltrattate' che non potranno più proteggere nessuna perché la notizia con annesso l'indirizzo è stata incredibilmente resa pubblica sulla stampa locale”. Così l'associazione cesenate Ipazia Liberedonne, commenta in modo critico una notizia apparsa nei giorni scorsi. Arriva una lettera aperta a cui aderiscono tante realtà del territorio.  Oltre a Ipazia Liberedonne Cesena, Cgil Forlì e Cesena; Uil Forlì; Anpi Forli-Cesena; Ass. Rimbaud Cesena; Gruppo parità di Genere Forlì; associazione Voce Donna Castrocaro Terme; Un secco no Forlì aps; Forum delle donne di Forlì; Il Progresso delle idee Forlì; La Materia dei Sogni Forlì,Tavolo permanente della Violenza contro le Donne Forli; progresso delle idee Forli; La Materia dei sogni Forli; Forli Città Aperta; Consulta Laica Forlivese; e Uaar Forlì, Cisl Donne Romagna.

"Con grande stupore - spiega l'associzione - abbiamo letto questo articolo che parla dell'impegno istituzionale per mettere in sicurezza le donne vittime di violenza, spesso tra le mura domestiche, svelando l'ubicazione di due nuovi rifugi". Ipazia critica la superficialità di  "aver pubblicato questa notizia come riteniamo grave che la notizia sia trapelata dalla residenza comunale. Pensiamo che la fonte del giornalista potrebbe essere una delibera comunale pubblicata in questi giorni che cita i due alloggi e la loro ubicazione. L’ubicazione non doveva essere pubblicata in quanto le delibere con dati sensibili e per privacy devono essere corredate da omissis quando necessario".

"Intanto - sottolinea l'associazione cesenate - le violenze verso le donne e i bambini e i femminicidi aumentano, 66 dall'inizio dell'anno, il coordinamento tra forze dell'ordine e magistratura scarseggia, le denunce vengono sottovalutate, le donne non credute. Emblematico è il caso di Vanessa Zappalà uccisa ad Acitrezza dall’ex fidanzato più volte denunciato. Una donna, una vita che lo Stato non è riuscito a proteggere. Una sconfitta dello Stato: dopo una denuncia dovrebbe essere un imperativo proteggere le donne dal loro stalker. Eppure di passi avanti ne vediamo ancora pochi sul fronte del coordinamento istituzionale, della formazione specifica, del racconto giornalistico".

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