Inchiesta su associazione a delinquere, esplosivi e frodi fiscali: una denuncia anche nel territorio cesenate

Si è ramificata anche nel territorio cesenate l'inchiesta della Guardia di Finanza di Livorno che ha smantellato una presunta associazione a delinquere coinvolta in vari reati

Si è ramificata anche nel territorio cesenate l'inchiesta della Guardia di Finanza di Livorno che ha smantellato una presunta associazione a delinquere e che vede, complessivamente nell'inchiesta, come reati contestati la detenzione di esplosivi ai fini di intimidazione, contrabbando di sigarette ma anche frodi fiscali. Sono 9 le misure di custodia cautelare (in carcere e ai domiciliari), mentre sono in totale 27 i denunciati, a vario titolo, nei diversi filoni dell'inchiesta. Uno di questi è un uomo residente in un comune del cesenate, denunciato a piede libero, che alle prime luci del giorno ha ricevuto la “visita” e la perquisizione della Guardia di Finanza di Forlì-Cesena, su mandato della Procura della Repubblica di Livorno. 

I militari delle Fiamme Gialle hanno dato esecuzione, su ordine del Procuratore di Livorno Ettore Squillace Greco, ad un’ordinanza che ha visto misure cautelari nei confronti di nove persone, di cui due in carcere: il vice prefetto reggente l’Ufficio distaccato della Prefettura dell’Isola d’Elba Giovanni Daveti, 66 anni, e Giuseppe Belfiore, 61 anni, appartenente ad una nota famiglia di ‘Ndrangheta attiva in Piemonte, a suo tempo ritenuta mandante dell’omicidio del Procuratore di Torino Bruno Caccia. Altre sette persone sono state sottoposte agli arresti domiciliari, provenienti dalle province di Ravenna, Livorno, Torino e Bari.

Nel corso delle investigazioni era già stato tratto in arresto in flagranza di reato un altro soggetto, durante lo scorso mese di novembre. L'uomo, trovato al porto di Livorno, trasportava degli ordigni esplosivi rudimentali che, secondo le accuse, sarebbero serviti per una “vendetta” del viceprefetto, che si considerava vittima di una truffa immobiliare e che sarebbero dovuti essere usati contro l'auto del supposto truffatore. Da quest'episodio, le indagini della Finanza hanno allargato il raggio, lavorando sui rapporti con Belfiore. In particolare, gli approfondimenti investigativi, spiega una nota delle fiamme gialle, "hanno consentito di rilevare l'attività illecita posta continuativamente in essere da un gruppo criminale, costituitosi a Livorno per commettere frodi fiscali". Le altre persone arrestate sono un commercialista torinese di 50 anni, due livornesi di 41 anni e 53 anni, tre persone originarie della provincia di Ravenna e un trentottenne di Trani (Bari).

I due capi dell'organizzazione e gli altri sette arrestati sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere, porto abusivo di esplosivi detenuti per compiere un atto di intimidazione, indebita compensazione di debiti tributari con crediti inesistenti, contrabbando di 9 tonnellate di tabacchi lavorati esteri e illecita sottrazione al pagamento delle accise sugli alcolici, anche mediante falso in documenti pubblici informatici.

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