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Mercoledì, 7 Dicembre 2022
Sanità

Usca e assistenza domiciliare ai malati Covid: accordo tra Regione e sindacati

Donini: “Soddisfatti per la prosecuzione del servizio e la valorizzazione del personale che ci lavora"

Raggiunto l’accordo tra Regione Emilia-Romagna e Organizzazioni sindacali dei medici per la cura e l’assistenza domiciliare ai malati Covid che non necessitano di ricovero ospedaliero e ai pazienti in isolamento fiduciario. Giovedì l’incontro in Regione, con la sigla del verbale d’intesa tra la direzione generale dell’assessorato alle Politiche per la salute e i sindacati di categoria Fimmg, Snami e Smi.

Con la fine dei decreti emergenziali validi sino al 30 giugno, e in mancanza di un provvedimento del governo, fino al 31 dicembre 2022 con l’intesa viene assicurata la presa in carico e il follow-up dei pazienti domiciliari, covid positivi o sospetti tali, che versano in condizioni clinico assistenziali di particolare complessità e con particolare riguardo all’assistenza domiciliare nelle strutture residenziali per lo stesso profilo di assistiti. L’attivazione dei medici impiegati in tali attività avviene in stretta collaborazione con i medici di medicina generale dei pazienti segnalati

E proprio per far fronte a queste esigenze straordinarie, compresa la necessità di assicurare assistenza sanitaria e continuità assistenziale ai territori ove si manifestino evidenti difficoltà a garantire la continuità di assistenza primaria, l’intesa mette nero su bianco la possibilità, per le Aziende sanitarie, di conferire incarichi a tempo determinato per l’esclusivo svolgimento di attività oraria. Il tutto nel rispetto dell'Accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale del 28 aprile 2022.

"Siamo soddisfatti di questa intesa, raggiunta in tempi rapidi grazie alla comune volontà di Regione e Organizzazioni sindacali impegnate nello stesso obiettivo: non disperdere il prezioso strumento delle Usca, che peraltro l’Emilia-Romagna è stata tra le prime Regioni ad attivare, e valorizzare i tanti professionisti che ci lavorano", afferma l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini. 

Gli incarichi a tempo determinato

L’intesa definisce anche il ‘perimetro’ entro cui le Ausl potranno conferire gli incarichi a tempo determinato, esclusivamente per le attività che rientrano nell’accordo e limitatamente a motivate esigenze aziendali: gli incarichi dovranno essere di tre mesi, di norma di 24 ore settimanali, prorogabili sino al 31 dicembre. E per non disperdere, ma al contrario valorizzare le competenze acquisite nell’ambito delle Usca aziendali, per l’attribuzione degli incarichi saranno interpellati i medici che hanno già operato all’interno delle Unità speciali di continuità assistenziale. Accordo raggiunto anche sul fatto che lo svolgimento di questi incarichi sia compatibile con l’attività di formazione presso le scuole di specializzazione in medicina e i corsi di formazione specifica in medicina generale: pertanto le ore lavorate saranno riconosciute a tutti gli effetti quali attività pratiche da computare nel monte ore complessivo previsto dai rispettivi corsi. Il verbale di intesa rimarrà valido sino al 31 dicembre o, in alternativa, sino alla ratifica a livello nazionale di accordi collettivi o verbali di preintesa, o in caso di disposizioni legislative nazionali che modifichino o integrino i contenuti di questo accordo.

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