Arriva nelle librerie "Il Biotestamento", la prima guida completa sul "fine vita"

Il libro è opera dell'avvocato cesenate Andrea Sirotti Gaudenzi, già autore di numerosi testi giuridici

Andrea Sirotti Gaudenzi

In arrivo nelle librerie il volume “Il biotestamento” scritto dall’avvocato cesenate Andrea Sirotti Gaudenzi, autore di numerosi testi giuridici e docente in diverse Università e centri di ricerca.

L’opera, stampata dalla casa editrice Maggioli, offre una panoramica completa delle tematiche trattate dalla Legge 22 dicembre 2017, n. 219, che ha dettato le norme in materia di consenso informato e di “disposizioni anticipate di trattamento”, che oggi permettono di dar vita al c.d. “testamento biologico”, ovvero quell’atto con cui è possibile esprimere le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari, oltre al consenso o al rifiuto rispetto ad accertamenti diagnostici o scelte terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari.

Aggiornata con l’ordinanza della Corte costituzionale 16 novembre 2018, n. 207, che ha affrontato le delicate questioni legale alle scelte di "fine vita", l’opera è connotata da un impianto sistematico associato a un taglio pratico e operativo. Il libro si occupa anche del delicato tema della disciplina della responsabilità dei medici alla luce della riforma normativa.

L’autore, in particolare, si chiede se - considerato che esiste un diritto alla vita - si possa affermare anche il riconoscimento di un diritto alla morte. Oppure, si può dire che il diritto sulla vita possa condurre all’esercizio di un diritto alla morte? Naturalmente, quello alla vita è il più fondamentale tra i diritti e rappresenta il perno attorno al quale vengono riconosciuti e costruiti tutti gli altri diritti. Tuttavia, la legge, secondo l’autore, pur avendo rappresentato una “sintesi” tra diverse visioni, mostra alcuni evidenti limiti. Andrea Sirotti Gaudenzi scrive che “compito del giurista dev’essere quello di interpretare la norma, accostandosi a quest’ultima senza pregiudizi di sorta e senza approcci fideistici, che mal si conciliano con le conquiste dell’età dei lumi”. Tuttavia, lo stesso autore evidenzia che la legge n. 219/2017, pur apparendo attenta ai più solenni princìpi dell’ordinamento sovranazionale e di quello italiano, non consente di dare una risposta a ogni problema. In particolare, nell’analisi dell’autore cesenate, si fa presente che l’attribuzione a favore del rappresentante del soggetto minore o invalido di decisioni in ordine al rifiuto di trattamenti sanitari come l’idratazione e la nutrizione artificiali, anche quando gli stessi non rappresentino accanimento terapeutico, sembra spingere il diritto verso un punto di non ritorno.

L’opera è accompagnata dalla prefazione di Alessandro Meluzzi, medico, psichiatra e volto noto al pubblico televisivo italiano, che da anni si occupa delle questioni etiche legate alla materia.

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