Aree "slot free", manca il "pistino": pronta la mappatura di Cesenatico

Secondo la normativa regionale, non sarà possibile avviare attività riconducibili al gioco d’azzardo a meno di 500 metri dai luoghi citati

Nello scorso mese di giugno la Giunta Regionale dell’Emilia Romagna ha approvato la delibera con le modalità attuative del divieto di apertura di sale giochi nell’ambito di 500 metri da luoghi definiti sensibili, secondo quanto stabilito dalla Legge Regionale 5 del 4 luglio 2013 sulle “Norme per il contrasto, la prevenzione, la riduzione del rischio della dipendenza dal gioco d’azzardo patologico, nonché delle problematiche e delle patologie correlate” (integrata dalla Legge Regionale numero 18 del 28 ottobre 2016). A seguito di questo provvedimento l’amministrazione ha avviato uno studio per localizzare i luoghi definiti sensibili presenti sul territorio comunale, secondo quanto disposto dalle linee guida regionali che indicano come luoghi sensibili i seguenti: gli impianti sportivi, i luoghi di culto, gli istituti scolastici, le strutture sanitarie e che accolgono le categorie protette.

Venerdì l’argomento sarà discusso e votato dal Consiglio comunale per adempiere agli obblighi della legge regionale che imponeva 6 mesi di tempo ai Comuni per realizzare la mappatura dei luoghi sensibili. Secondo la normativa, non sarà possibile avviare attività riconducibili al gioco d’azzardo a meno di 500 metri dai luoghi citati. Nel territorio comunale 87 sono i luoghi localizzati: 11 luoghi di aggregazione giovanile; 4 strutture ricettive per categorie protette; 29 impianti sportivi; 15 luoghi di culto; 4 strutture residenziali o semiresidenziali in ambito sanitario o sociosanitario; e 24 istituti scolastici.

Il divieto non riguarda solo le attività future, ma anche gli esercizi già esistenti che dispongono nei propri locali di spazi dedicati al gioco d’azzardo e che dovranno procedere alla loro chiusura entro i termini stabiliti per legge. Gli uffici tecnici hanno nel contempo proceduto a redigere un regolamento che disciplini le aperture di tali attività, la gestione di questi macchinari all’interno delle attività stesse, la loro dismissione e l’eventuale trasloco dell’esercizio. Gli esercizi che, ad oggi, sono riconducibili all’attività di gioco d’azzardo lecito sono 39. Il regolamento comunale entrerà in vigore nel primo giorno del mese successivo a quello dell’intervenuta esecutività della delibera di approvazione. Chiunque non si atterrà alle disposizioni dell’attuale regolamento incorrerà in sanzioni, a seguito di accertamento eseguito dalla polizia locale.

Problema “pistino” nei pressi della nuova sala bingo

Nella mappatura l’amministrazione comunale non ha inserito il cosidetto "pistino" collocato nei pressi dell’hotel Surf lungo la Statale 16. "L’area da diverso tempo è utilizzata da società sportive legate al ciclismo e ai pattini a rotelle. Si tratta di un’area non di proprietà comunale, in gran parte di proprietà Anas e dal 2012 affidata in concessione ad un imprenditore privato con il quale il Comune è entrato in contenzioso alcuni mesi fa per il fatto che un tratto di pista ciclabile insiste sulla sua concessione - viene spiegato -. L’area non ha i requisiti per essere definita impianto sportivo, pertanto non si è proceduto al suo inserimento. L’amministrazione da tempo è al lavoro per la realizzazione di un nuovo impianto sportivo, candidando un progetto nel prossimo bando regionale sullo sport".

Commenta il sindaco Matteo Gozzoli: “Con questo provvedimento adempiamo alla delibera regionale entro i termini previsti dalla stessa. In questi mesi gli uffici comunali urbanistica, commercio patrimonio e sport hanno lavorato insieme per mettere a punto la mappatura, confrontandosi con la Regione in sinergia con i Comuni confinanti". Conclude Mauro Gasperini, vicesindaco con delega al Commercio: "L'amministrazione comunale mette in pratica una legge regionale ben precisa e puntuale, non ha alcun interesse a penalizzare esercizi e attività del territorio. Abbiamo provveduto a disciplinare una situazione di pericolosità sociale che da tempo necessitava di essere regolamentata".

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