Studiate per difenderle: 11 aree protette ai raggi X

Un censimento dello stato di salute delle aree naturali protette di valore comunitario, con l'indicazione degli habitat da tutelare e delle azioni da mettere in atto per difenderne la qualità ambientale.

Un censimento dello stato di salute delle aree naturali protette di valore comunitario del territorio di Forlì-Cesena, con l’indicazione degli habitat da tutelare e delle azioni da mettere in atto per difenderne la qualità ambientale. La Giunta Provinciale, nel corso dell’ultima seduta, ha approvato le schede tecniche che contengono le “Misure specifiche di conservazione” e i “Piani di gestione” relativi ai singoli siti di “Rete Natura 2000”, predisposte dal tavolo tecnico costituito dalla Provincia in collaborazione con i Comuni.

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Nelle schede le aree vengono perimetrate, vengono indicate le specie della flora e della fauna degne di tutela, il loro stato di conservazione, le minacce a cui sono sottoposte e le azioni per tutelarle. Tale lavoro è preparatorio al passaggio di una serie di funzioni e competenze dalla Provincia al nuovo “Ente regionale di gestione per i parchi e la biodiversità”, istituito nel dicembre 2011 dalla Regione Emilia-Romagna. Tra queste funzioni vi è anche la gestione di queste aree protette (escluse quelle ricadenti dentro il Parco Nazionale).

Commenta l’assessore provinciale all’Ambiente Luciana Garbuglia: “Si tratta di un preziosissimo lavoro di studio, di analisi e di aggiornamento che su ogni habitat individua e approfondisce i motivi di conservazione. Questo lavoro si inserisce nella scia dell’opera del naturalista Pietro Zangheri che ha così ben categorizzato e reso nota la ricca biodiversità del territorio di Forlì-Cesena”.

I siti che sono stati oggetto di studio sono ‘Rami del Bidente – Monte Marino’ (Santa Sofia e Bagno di Romagna per 1.361 ettari), ‘Careste presso Sarsina’ (Bagno di Romagna, 507 ettari), ‘Castel di Colorio – Alto Tevere’ (Verghereto, 528 ettari), ‘Fiordinano – Monte Velbe’ (Predappio e Meldola, 505 ettari), Selva di Ladino (Forlì e Castrocaro Terme – Terra del Sole, 223 ettari), ‘Meandri del fiume Ronco’ (Forlì e Forlimpopoli, 232 ettari), ‘Montetiffi – Alto Uso’ (Sogliano al Rubicone, Mercato Saraceno, 1.408 ettari), ‘Monte Zuccherodante’ (Bagno di Romagna, 1.097 ettari), ‘Pietramora, Ceparano, Rio Cozzi’ (Castrocaro Terme – Terra del Sole, Modigliana e Dovadola, 1955 ettari), ‘Rio Mattero e Rio Cuneo’ (Cesena, 422 ettari), ‘Bosco di Scardavilla, Ravaldino’ (Forlì e Meldola, 454 ettari).

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