Area Vasta, il sindaco: “Dobbiamo uscire dalla logica di campanile"

La risposta all’interpellanza sul nuovo Consorzio di Bonifica della Romagna, presentata del capogruppo Pdl Italo Macori, diventa per il Sindaco Paolo Lucchi l’occasione per ribadire il suo punto di vista

La risposta all’interpellanza sul nuovo Consorzio di Bonifica della Romagna, presentata del capogruppo Pdl Italo Macori, diventa per il Sindaco Paolo Lucchi l’occasione per ribadire il suo punto di vista sul metodo dell’Area vasta, ricordando i risultati finora ottenuti nei vari ambiti in cui si è intrapreso un percorso di pianificazione condivisa fa le città romagnole e il ruolo giocato da Cesena, ma anche per invitare il Pdl a uscire dalle vecchie logiche e aprirsi a una riflessione strategica di più ampio respiro.

“Potrei cavarmela affermando, senza timore di smentita, che siamo stati bravi e che oggi Cesena è al centro di tutte le politiche di Area vasta” osserva il Sindaco, elencando i successi incassati sui diversi fronti: Cesena ospiterà la sede del neonato Consorzio di Bonifica della Romagna, ma anche quella di Start Romagna, la nuova società che gestirà il trasporto pubblico delle tre province; la strategia proposta sin dal primo giorno dal Comune di Cesena è stata condivisa e fatta propria nei giorni scorsi dalla Regione Emilia-Romagna; in materia di sanità il più rilevante intervento per la Romagna è stato realizzato a Cesena con il Laboratorio unico di Area Vasta Romagna, senza dimenticare che sono cesenati sia il coordinatore romagnolo dei Presidenti delle Conferenze Sanitarie che quello dei Direttori Generali delle AUSL (rispettivamente il Sindaco Lucchi e il Direttore Generale Basenghi). E anche in materia di politiche culturali è da Cesena che è partita l’iniziativa di un accordo sul sistema culturale romagnolo poi sottoscritta con Forlì, Ravenna e Rimini.

“Ma è sufficiente limitarsi a contare su un pallottoliere le vittorie sul campo? – si chiede il Sindaco -. Al contrario, penso sia giunta l’ora di uscire dalle politiche di cabotaggio limitato, per pensare più in grande, magari assieme, al di là delle appartenenze codificate da troppi anni. Lo affermo da inguaribile “tifoso” della mia città, ma anche spinto dalla consapevolezza che il Sindaco pro tempore di una città come Cesena debba essere un “tifoso attivo” del proprio territorio e abbia il dovere di operare quotidianamente per tutelarlo, migliorarlo, farlo crescere. Questo significa che anche se siamo ‘tifosi’ dobbiamo cominciare a misurare la valenza di ogni progetto strategico che preveda una sinergia delle forze in ambito romagnolo, non solo sulla base della prevalenza di Cesena rispetto a Ravenna, Rimini, Forlì”.

“Se arriveremo finalmente – prosegue il Sindaco Lucchi - a gestire in ambito romagnolo settori importanti come quello sanitario, fieristico, culturale, sportivo, dei trasporti, della logistica (solo per limitarmi a temi che stiamo concretamente affrontando da qualche mese), non credo che il metro per valutare la validità delle scelte sia solo quello, come sembra suggerire il capogruppo Pdl, di riuscire a portare la sede e la direzione a Cesena. In questo momento così difficile per il Paese, siamo chiamati non solo a sacrifici ma anche a riarticolare il ruolo delle Istituzioni ed i rapporti tra i territori, e  dobbiamo tutti chiederci se saremo all’altezza, come classe politica, di una sfida in grado di riportarci ad essere coraggiosi, con lo stesso spirito che animò, per esempio, chi creò Romagna acque. Su questo versante vedo segnali incoraggianti, come quello lanciato venerdì scorso dal PRI, che su questo tema ha sfidato sé stesso e l’intero sistema politico cesenate. La maggioranza consiliare, la Giunta di Cesena ed io siamo pronti ad accettare la sfida: mi auguro che lo stesso sia anche per Italo Macori e per il Pdl. Per questo a me piacerebbe che riprendessimo a sognare anche le cose non facili e tra queste vi sono senza dubbio le scelte che dovranno – rapidamente, senza indugi – portarci a concretizzare un “sistema Romagna” che abbia come priorità i servizi per i cittadini e le imprese e non invece la semplice difesa dei campanili. All’ombra dei quali, lo voglio ricordare, si inaridisce mentre, uscendo da quell’ombra, si ha la forza che scaturisce da una Romagna che, quando ha il coraggio di “fare insieme”, non teme confronti con nessuno”.
 

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