Area produttiva in via Lupa? Come se fossero 8 campi di calcio

Il Comitato di liberazione dal cemento Lupa/Cesena ovest, che combatte contro un nuovo insediamento produttivo in zona agricola, in via Lupa a Diegaro, risponde punto per punto ad Aldebaran Holding Srl

Il Comitato di liberazione dal cemento Lupa/Cesena ovest, che combatte contro un nuovo insediamento produttivo in zona agricola, in via Lupa a Diegaro, risponde punto per punto ad Aldebaran Holding Srl, la società proprietaria di un terreno agricolo di circa 8 ettari inserito come nuova area produttiva nella variante di salvaguardia al Piano regolatore. Il comitato confuta la dichiarazioni di Gianluca Salcini, amministratore unico dell’Aldebaran Holding Srl.

Dicono dal comitato: “La società afferma che la richiesta di insediamento è motivata dalla sistemazione dell’operatività delle aziende di cui è titolare, e che «non è la richiesta di una modificazione d’uso del terreno per trasformare la zona da agricola in “appezzamenti di terreno edificabile”». Il terreno in questione si trova nella zona di via Lupa a Diegaro di Cesena. E’ circondato su tre lati da terreno agricolo e confina a nord con la strada vicinale Lupa. E’ un terreno vocato all’agricoltura, anche biologica. Al di là delle intenzioni del signor Salcini, la sua richiesta comporta inevitabilmente la trasformazione d’uso di un terreno, da agricolo ad edificabile, perché diventerà un’area produttiva di dimensioni spropositate rispetto alle attuali capacità dell’azienda.

Un terreno dalle dimensioni consistenti, di circa 77.000 mq, corrispondenti ad 8 ettari, o, per dare un’immagine che può essere chiara a tutti, ad 8 campi da calcio regolari, come quello del Manuzzi, che Salcini conosce bene per essere stato vice presidente del Cesena”.

E ancora: “Salcini afferma che il terreno di sua proprietà non è «isolato, ma adiacente e contiguo ad aree di già insediato e previsto insediamento». In realtà il solo insediamento produttivo già esistente (un capannone), e quelli previsti dal Piano regolatore si trovano tutti a nord della via Lupa e non sono adiacenti né contigui alla proprietà di Aldebaran Holding. I cittadini del Comitato di liberazione dal cemento Lupa/Cesena ovest non sono pregiudizialmente contrari allo sviluppo delle aziende nel territorio cesenate, ma si chiedono se non ci siano soluzioni alternative, che permettano lo sviluppo delle aziende senza consumo di nuovo suolo agricolo. A Cesena oggi ci sono molti capannoni e aree industriali (anche limitrofi a via Lupa!) non usati: perché non riutilizzarli?”.

“I cittadini sono molto preoccupati per la loro salute. In via Lupa abitano più di 25 famiglie, che già sopportano gli elevati carichi di inquinamento e rumore dell’E45 e della ferrovia, e che si vedranno interessate dall’ulteriore aggravio del traffico quotidiano di oltre 100 camion. Inoltre la zona è un’area di ricarica degli acquiferi nella quale insiste un pozzo di captazione dell’acquedotto per uso umano, quindi si tratta dell’acqua che tutti i cesenati bevono miscelata a quella di Ridracoli.

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Come tutte le aree agricole, anche quest’area è costantemente mantenuta dai suoi abitanti, che si preoccupano di tenere puliti i fossi e di ogni azione che serve all’equilibrio idraulico della zona. La trasformazione da agricola a produttiva, con 30.000 mq di capannoni (3 campi da calcio) e una consistente superficie di strade e piazzali per la movimentazione dei camion, produrrà uno squilibrio della regimazione delle acque, destinato a ripercuotersi all’intorno. Chi si preoccuperà di mantenere in buono stato il territorio e di rispondere dei danni per eventuali e prevedibili alluvioni? Oramai sappiamo dai telegiornali che impermeabilizzare il suolo produce inevitabilmente dissesti e problemi gravi. Quest’area è già stata giudicata non idonea all’insediamento da tutti gli enti e dalla provincia nel 2010. Cos’è cambiato da allora? Ci farebbe molto piacere ricevere una visita sul posto da parte del sindaco, dell’assessore e dei tecnici comunali che seguono questa pratica”.

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