Area Jolly Service, il comitato Lupa protesta: "Il no all'edificazione arriva dagli enti"

"Salcini ha acquistato quel terreno agricolo 2004; si trattava di un terreno che presentava molteplici criticità ambientali ed infrastrutturali, assolutamente non urbanizzato e destinato all'agricoltura"

Il Comitato Lupa respinge l'accusa di aver bloccato, con la protesta popolare, il progetto di insediamento dell'imprenditore Gianluca Salcini, che a riguardo ha fatto recentemente un'intervista su un giornale. Spiega lo stesso comitato che si oppone alla realizzazione di un'area produttiva di 80mila metri quadri per la Jolly Service su terreno agricolo in via Lupa, a Diegaro:: “Dall'intervista si evince che lo stesso Salcini non sarebbe riuscito a realizzare il nuovo insediamento della sua azienda a Cesena a causa dell’azione del Comitato Lupa, che avrebbe di fatto bloccato un procedimento già avviato e destinato al successo”

Questa, invece, la versione del comitato: “Salcini ha acquistato quel terreno agricolo 2004; si trattava di un terreno che presentava molteplici criticità ambientali ed infrastrutturali, assolutamente non urbanizzato e destinato all’agricoltura. Il terreno in oggetto aveva inoltre già completamente esaurito anche quella minima capacità edificatoria che è riconosciuta alle zone agricole. Quindi era totalmente inedificabile e non urbanizzato. Salcini ha chiesto di far diventare quell'area edificabile per un insediamento produttivo; tale richiesta è stata bocciata nel 2010 da tutti gli enti interpellati (ARPA, AUSL e Provincia). A quell'epoca il Comitato non esisteva, e il parere negativo è stato formulato dagli Enti con motivazioni tecniche e senza condizionamenti esterni”.

“Nonostante tutti i pareri negativi del 2010, nel 2013 l’imprenditore è tornato alla carica per richiedere l’edificabilità dell’area, che è stata inserita dal Comune nella Variante di Salvaguardia al PRG di febbraio di quest’anno. Di fronte ad un progetto manifestamente incoerente rispetto alle stesse ragioni che hanno motivato la Variante di Salvaguardia, adottata nel nome della riduzione del consumo di suolo, ad aprile 2014 si è costituito il Comitato Lupa per contrastare il mega insediamento di Jolly Service che prevede la costruzione di capannoni per oltre 30.000 mq. Le osservazioni del Comitato in merito alle difficoltà tecniche e ambientali all'edificabilità dell'area sono state ad oggi ribadite dal parere negativo di tutti gli enti interpellati (ARPA, AUSL, Consorzio di Bonifica, Provincia e Quartiere Oltresavio): difficoltà di accesso all'area, inadeguatezza della rotatoria proposta con l'impossibilità di realizzarne una più ampia; perplessità sulla possibilità di recapitare le acque reflue nel collettore della pubblica fognatura; pericolo di inquinamento delle falde acquifere in vicinanza di pozzi di prelievo dell'acquedotto; emissione di polvere e rumore; impossibilità di garantire l'invarianza idraulica per mancanza di portata del fosso Stefanelli che costeggia via Lupa e prevedibili ripercussioni sul traffico locale sono le motivazioni che hanno condotto alla bocciatura del progetto”.

“Di fronte al dissesto che interessa aree sempre più vaste del cesenate, è legittimo chiedersi se sia proprio necessario realizzare ancora interventi come questo, o se non si possano utilizzare al meglio aree già urbanizzate o capannoni sfitti, preservando il bene comune suolo che è una risorsa preziosa e non riproducibile. Il Comitato Lupa ritiene che la sostenibilità dello sviluppo debba sempre prevalere rispetto agli interessi dei singoli, poiché si tratta di un vero e legittimo interesse collettivo”.

Salcini ha quindi argomentato di essere disposto a trasferire la sua attività a Forlì, dove già possiede un lotto: “In conclusione osserviamo che a Forlì, secondo le sue stesse dichiarazioni, l’imprenditore ha acquistato "soltanto" 22.000 mq di terreno (già urbanizzato ed edificabile), che gli consentiranno di costruire presumibilmente circa 10.000 mq di capannoni, mentre in via Lupa voleva asfaltare 77.000 mq di superficie agricola e realizzare 30.000 mq di capannoni. Ora le esigenze sono cambiate?”

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