Domenica, 21 Luglio 2024
Cronaca

Ecco i nuovi "matrimoni tra i Comuni", come cambia la geografia romagnola

Tre in provincia di Ravenna, tre in provincia di Forlì-Cesena e due in provincia di Rimini: sono i nuovi “ambiti ottimali” dell'Emilia-Romagna. Sono romagnoli 8 dei 46 nuovi Ambiti ottimali dalla Regione

Tre in provincia di Ravenna, tre in provincia di Forlì-Cesena e due in provincia di Rimini: sono i nuovi “ambiti ottimali” dell'Emilia-Romagna. Sono romagnoli 8 dei 46 nuovi Ambiti ottimali che rafforzano la cooperazione tra i 348 Comuni dell’Emilia-Romagna. Da questo percorso si sono sottratti in Romagna i Comuni di Ravenna e di Rimini, che non avendo l'obbligo per legge di collaborare con altri Comuni continuano a gestire i proprio servizi autonomamente.

Che cosa sono gli ambiti territoriali. Che cosa sono gli ambiti ottimali? In sostanza i nuovi confini per le collaborazioni tra i Comuni. Dal momento che questi infatti dovranno mettere assieme le loro attività, per farlo dovranno guardare all'area “ottimale” in cui sono inseriti. Per le loro dimensioni sono di fatto dei “super-Comuni” o, a seconda di come li si voglia guardare, delle piccole “sub-province”, in ogni casi altri enti in più.

L'iter. A tre mesi dall’approvazione della legge regionale in materia di riordino territoriale, la Giunta dell’Emilia-Romagna ha approvato i nuovi Ambiti ottimali al cui interno opereranno le Unioni e le convenzioni dei Comuni in modo da liberare maggiori risorse possibili per i servizi alla persona, alle imprese e per il territorio, ottenendo risparmi sulle spese di funzionamento ed economie di scala.

In particolare la delibera attua quanto stabilito dalla legge 21/2012 che semplifica l’intero sistema regionale e locale e prevede la riorganizzazione delle amministrazioni comunali in “Ambiti ottimali” per la gestione associata delle funzioni e dei servizi ai cittadini, la definitiva soppressione delle Comunità montane e incentivi per le Unioni dei Comuni.

La dichiarazione. “Siamo molto soddisfatti per questa svolta importante”, sottolinea la vicepresidente della Giunta Simonetta Saliera. “E non solo perché la proposta della Regione è stata approvata all’unanimità dal Consiglio delle Autonomie locali (Cal), ma anche perché si tratta di una innovazione condivisa dalle associazioni di categoria degli Enti locali, dai sindacati dei lavoratori e dalle realtà locali. Questa legge e la sua applicazione sono il frutto di tre anni di confronto sul territorio, di 100 incontri in tutti i Comuni dell’Emilia-Romagna con i sindaci, gli amministratori, le parti sociali e il mondo dell’associazionismo. In generale - sottolinea la vicepresidente - ci sono alcune Amministrazioni che per la prima volta nella loro storia prendono in considerazione di associarsi e lavorare insieme mentre alcuni Capoluoghi di provincia, penso ad esempio a Ferrara, Forlì e Cesena, pur non essendo Comuni obbligati a norma di legge nazionale, hanno espresso la disponibilità a fare percorsi interessanti. Abbiamo una chance perché il nostro futuro non sia in declino, ma in difesa dei servizi per le nostre comunità”.

I matrimoni tra comuni. Composta di 31 articoli, la legge 21/2012 prevede una nuova disciplina di riordino delle funzioni che rafforza l’associazionismo tra Comuni, regolamenta le gestioni associate obbligatorie e porta al superamento delle Comunità montane trasformandole in Unioni dei comuni montani. Perno della riforma, prevista dalla norma statale, è la definizione in tutta la regione di aree definite “ambiti territoriali ottimali” che riuniscono tutti i Comuni (ad esclusione dei capoluoghi di provincia, a meno che non ne facciano richiesta) e che costituiranno i confini di riferimento per la gestione associata di una serie di funzioni (come Polizia Municipale, pianificazione, servizi sociali, ecc…).

I Comuni inclusi nell’Ambito ottimale possono aggregarsi ricorrendo o al modello dell’Unione di Comuni o a quello delle convenzioni. All’interno di ciascun ambito potrà esservi soltanto una Unione con determinate dimensioni demografiche (almeno 10 mila abitanti oppure di 8 mila nel caso di Unioni di Comuni montani). È pertanto previsto il superamento della pluralità di Unioni preesistenti. La legge, infine, stabilisce una serie di incentivi da parte della Regione per favorire il processo di riorganizzazione tramite le Unioni.

Così cambia la geografia amministrativa in Romagna.

FORLI'.

Ambito Forlivese composto da: Tredozio, Santa Sofia, Meldola, Galeata, Bertinoro, Castrocaro Terme, Civitella di Romagna, Dovadola, Forlì, Forlimpopoli, Modigliana, Portico-S.Benedetto, Predappio, Premilcuore, Rocca San Casciano.

CESENA

Ambito Valle del Savio: Bagno di Romagna, Cesena, Mercato Saraceno, Montiano, Sarsina, Verghereto.

Ambito Rubicone: Gatteo, San Mauro Pascoli, Savignano sul Rubicone, Borghi, Gambettola, Longiano, Cesenatico, Roncofreddo, Sogliano al Rubicone-

RAVENNA (non aderisce ad alcun ambito il Comune di Ravenna)

Ambito Bassa Romagna: Alfonsine, Bagnacavallo, Bagnara Romagna, Conselice, Cotignola, Fusignano, Lugo, Massa Lombarda, Sant'Agata Santerno

Ambito Ravennate: Russi, Cervia

Ambito Romagna Faentina: Brisighella, Casola Valsenio, Castel Bolognese, Faenza, Riolo Terme, Solarolo

RIMINI (non aderisce ad alcun ambito il Comune di Rimini)

Ambito Rimini Nord Valmarecchia: Novafeltria, Casteldelci, Maiolo, Pennabilli, Sant'Agata Feltria, Talamello, San Leo, Poggio Berni, Santarcangelo di Romagna, Torriana, Verucchio, Bellaria - Igea Marina.

Ambito Rimini Sud: Mondaino, Mondaino, Monte Colombo, Montescudo, Saludecio , Gemmano , Montefiore Conca , Morciano di Romagna , San Clemente , Montegridolfo , Cattolica , Coriano , Misano Adriatico, Riccione, San Giovanni in Marignano

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