Appello ai privati: "Aiutateci a dare nuova vita agli edifici comunali inutilizzati"

L'Amministrazione comunale di Cesena ha messo a punto la delibera di indirizzo che oggi sarà sottoposta all'esame della I^ Commissione consiliare, per essere poi votata dal Consiglio comunale

Il Ponte San Martino

Dare nuova vita agli edifici di proprietà comunale inutilizzati – e spesso malridotti - attraverso la collaborazione con i privati: con questo obiettivo che l’Amministrazione comunale di Cesena ha messo a punto la delibera di indirizzo che sarà sottoposta all’esame della I^ Commissione consiliare, per essere poi votata dal Consiglio comunale. L’idea è quella di promuovere il recupero di questi spazi assegnandoli a condizioni particolarmente facilitate (o addirittura gratuitamente) a enti, associazioni o altri soggetti privati per lo sviluppo di attività e progetti, a patto che gli assegnatari si facciano carico anche delle opere di manutenzione.

“Il Comune di Cesena – spiegano il Sindaco Paolo Lucchi e il Vicesindaco Carlo Battistini – possiede anche numerosi fabbricati, appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile, che si trovano in una sorta di limbo: da tempo inutilizzati, sono caduti in condizioni di degrado, che impedisce di pensare a un nuovo utilizzo se non dopo lavori di recupero, in qualche caso molto consistenti. Gli esempi sono i più vari, dall’ex Lazzaretto all’ex mulino di Serravalle. Purtroppo, com’è ben noto, in questo momento il Comune non è in grado di far fronte a tutte le risorse necessarie per garantire il recupero complessivo di questo patrimonio: in qualche caso potremo intervenire, ma per la maggior parte potremo al massimo cercare di contenere i danni".

"Ed è un vero peccato, perchè questi spazi, che spesso hanno anche un importante significato storico-culturale, se adeguatamente valorizzati, potrebbero diventare una risorsa preziosa per sviluppare iniziative con finalità pubbliche, a vantaggio di tutta la città, mentre se rimangono in queste condizioni rischiano di deteriorarsi ulteriormente, anche in modo irrimediabile. Per questo abbiamo pensato di verificare se esiste un interesse al coinvolgimento da parte del mondo dell’associazionismo e dei privati”, continuano Lucchi e Battistini.

Secondo le linee di indirizzo licenziate dalla Giunta, le assegnazioni avverranno sulla base di un Bando Pubblico; ai partecipanti si chiederà di presentare una proposta progettuale complessiva che illustri sia le modalità di recupero dell’immobile sia la sua gestione successiva. Tali proposte saranno esaminate da una Commissione apposita, che le valuterà sulla base di cinque criteri: qualità della proposta progettuale e coerenza con le finalità della Amministrazione; qualità del progetto di ristrutturazione; sostenibilità e fattibilità del piano finanziario; esperienze dei proponenti e qualità del partenariato; risultati attesi e impatto sulla città. E naturalmente, dovranno essere rispettati tutti i vincoli, storici e di utilizzo, eventualmente presenti. In caso di valutazione positiva, l’immobile potrà essere assegnato – anche gratuitamente – per una durata di tempo rapportata all’entità degli oneri a carico dell’assegnatario per la realizzazione dell’intervento, ma comunque per non più di 30 anni. Al momento sono una dozzina gli immobili del Comune non utilizzati che rispecchiano queste condizioni.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Nell’elenco ci sono gli ex Bagni Pubblici di piazza Giovanni Paolo II; l'ex Lazzaretto; l'ex Serbatoio Acquedotto Pericolante Ponte Abbadesse; il fabbricato Ex Mulino Enel Via Mulini: il fabbricato Porta Fiume in vicolo San Martino; il palazzo del Diavolo; il Torrioncino Mura Giardino; l'Acquedotto Ponte Abbadesse; i fabbricati del Parco Minerario di Formignano; l'ex Casa Bufalini Masini; il negozio Via Pescheria Lato Est, Civico 25; il torre di Roversano; e i locali di Palazzo Guidi “Non è detto – specificano Sindaco e Vicesindaco - che tutti rientrino in questo percorso. Ma, in generale, tutti loro rappresentano non solo una quota del patrimonio immobiliare del Comune, ma un pezzo di storia di Cesena, e come tali ci piacerebbe da preservarli e restituirli alla vita della città”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • La Dea Bendata in città, azzecca la combinazione esatta: vince un milione con un euro

  • Tonina Pantani al Giro: "Si è celebrata solo la Nove Colli, sembra quasi che diamo fastidio"

  • Colto da un infarto sull'E45: sbatte contro il new jersey e muore

  • Coronavirus, nuova impennata di casi nel Cesenate: la mappa dei nuovi contagi

  • Coronavirus, nuova impennata di contagi: 23 casi nel cesenate e cinque decessi in regione

  • Violento scontro frontale sulla via Emilia, l'auto finisce nel fosso e traffico in tilt

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
CesenaToday è in caricamento