Cronaca

"Da anni condizioni precarie", sciopero e sit-in per i lavoratori del settore logistica

I lavoratori del settore logistica, movimentazione merci e trasporti In occasione dello sciopero indetto per venerdì 11 dicembre 2020, hanno organizzato un sit-in dalle  ore 8 alle ore 15, tutti i lavoratori Astercoop si siederanno fuori dai cancelli di Coop Adriatica

Le organizzazioni sindacali Cgil Filt, Fit Cisl e Uil Trasporti hanno proclamato uno sciopero dei lavoratori Astercoop operanti nel sito in appalto Coop Adriatica di Pievesestina di Cesena.  

I lavoratori del settore logistica, movimentazione merci e trasporti In occasione dello sciopero indetto per venerdì 11 dicembre 2020, hanno organizzato un sit-in dalle  ore 8 alle ore 15, tutti i lavoratori Astercoop si siederanno fuori dai cancelli di Coop Adriatica.  

Spiegano i sindacati: "Dopo una lunga trattativa durata circa un anno e mezzo siamo arrivati alla rottura in data  07/12/2020 poiché la cooperativa non intende andare incontro alle lavoratrici e lavoratori che da  anni lamentano condizioni precarie sia economiche che normative.  Manifestiamo per il riconoscimento dei diritti che da qualche tempo chiediamo a chi non vuol sentire". 

I lavoratori chiedono "Livelli di inquadramento professionale adeguati alle mansioni svolte come previsto e nel rispetto del CCNL. Progressioni di carriera e assegnazione a livelli superiori con la possibilità di accedere anche a chi  da anni lavora in questo magazzino rompendosi la schiena.  Il riconoscimento dei permessi retribuiti (ROL) e la retribuzione delle festività ricorrenti nei giorni  festivi, senza far confluire tutto nel premio di risultato che non ha mai restituito un euro ai  lavoratori. Il Recupero dei trenta minuti di pausa nel turno come orario di lavoro".  

Altre rivendicazioni come spiegano i sindacati riguardano "L’adeguamento della mensa con l’estensione del diritto a tutti i lavoratori anche a chi fa il  pomeriggio oppure il turno intermedio non solo a chi fa la mattina oppure ai responsabili aziendali.  L’immediato adeguamento dei locali e delle attrezzature che ad oggi sono fatiscenti.  In alternativa, senza le condizioni minime per la dignità e la decenza dei lavoratori, si istituisca un  buono pasto.  Il pagamento dei primi tre giorni di malattia perché con il tipo di lavoro svolto durante l’anno può  capitare di ammalarsi e non per questo bisogna anche rimetterci del salario".  

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