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Anche la Confcommercio ha i suoi consigli di quartiere: ecco i 12 presidenti

Negozi e attività commerciali come fattore di coesione sociale del territorio, punto di riferimento per i residenti del quartiere, nella logica delle botteghe di un tempo. Ma anche come punti di raccolta di segnalazioni, proteste, istanze dei negozianti

Negozi e attività commerciali come fattore di coesione sociale del territorio, punto di riferimento per i residenti del quartiere, nella logica delle botteghe di un tempo. Ma anche come punti di raccolta di segnalazioni, proteste, istanze dei negozianti e dei cittadini stessi, in sinergia dialettica con i consigli di quartieri. Se lo prefiggono i dodici nuovi presidenti di quartiere della Confcommercio cesenate, eletti nel corso del rinnovo delle cariche sociali per il mandato 2015-2020. Si tratta di Emanuela Drudi (quartiere Centro urbano), Thomas Golinucci (Cesuola), Redames Arfelli (Fiorenzuola), Rino Agostini (Cervese Sud), Agostino Alvisi (Oltre Savio), Giulio Ambrosini (Valle Savio), Maria Letizia Zignani (Borello), Alex Giunchi (Rubicone), Athos Ambrosini (Al Mare), Stefano Sirri (Cervese Nord), Gianluca Fusconi (Ravennate) e Gilberto Palazzi (Dismano).

"La nostra associazione - rimarca il presidente Confcommercio Augusto Patrignani - è radicata nei quartieri dove da più anni ha creato dei consigli di commercianti guidati dai presidenti i quali volontariamente svolgono un'opera di rappresentanza in collaborazione con i consigli di quartiere, ovviamente con una spiccata attenzione ai problemi del commercio, del turismo e del terziario i quali sono correlati strettamente a quelli della qualità della vita".


"Il consiglio dei 12 presidenti di quartiere Confcommercio - dicono i dodici neoeletti - chiede al Comune attenzione alla città dalla periferia al centro, interventi tempestivi per la sicurezza, l'illuminazione, il contrasto alla criminalità che è la vera priorità anche attraverso l'installazione delle telecamere per la videosorveglianza, la realizzazione di parcheggi e di piani del traffico che rendano i negozi più raggiungibili e fruibili, per sostenere le piccole attività anche nelle frazioni, dove fungono anche da presidio sociale. In particolare la richiesta è quella di creare un maggior raccordo sulle politiche relative al traffico, spesso in passato unilateralmente calate dall'alto con provvedimenti anche sbagliati che hanno necessariamente richiesto la marcia indietro dell'amministrazione. I nuovi consigli di quartiere entrano in funzione concomitantemente a quelli scelti dal consiglio comunale e da parte nostra ci sarà il pieno impegno per avviare una stretta collaborazione, partendo dalla premessa che il commercio fa la città e i quartieri ben serviti dalle attività commerciali assicurano una qualità della vita maggiore ai resdienti".

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