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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca

La settimana del Covid, nel Cesenate 28 classi in quarantena e 6 decessi. Crescono i ricoveri in Romagna

Il Cesenate ha registrato un lieve aumento dei contagi settimanali (da 598 a 669). Piuttosto alto il tasso di incidenza nel distretto Rubicone: 258 casi su 100mila abitanti

Dal 29 al 5 dicembre la Romagna ha registrato 3.899 positivi su un totale di 52.756 tamponi. Emerge dal bollettino Covid settimanale dell'Ausl romagnola che conferma un aumento dei nuovi casi in termini assoluti (+498).  Sale anche il tasso di positività (dal 6,5% al 7,4%). E' l'ottava settimana di trend di crescita dei contagi. Piuttosto alto il tasso di incidenza nel distretto Rubicone: 258 casi su 100mila abitanti, a Cesena Valle Savio è 214 su 100mila abitanti. Il Cesenate ha registrato un lieve aumento dei contagi settimanali (da 598 a 669), il Forilvese passa da 701 a 689 (lieve calo). Viaggiano su numeri più alti il Ravennate (da 915 a 1210), e il Riminese (da 1187 a 1331).

Il comprensorio di Cesena  registra 1 focolaio in strutture socio-assistenziali e sanitarie, mentre sono 28 le classi in quarantena (8 di scuola elementare, 9 di scuola materna, 1 di nido, 6 di scuola media e 4 di scuole superiori).

Nell'ultima settimana la Romagna ha contato 19 decessi, di cui 6 cesenati. Sul territorio dell'Ausl romagnola continua il trend di aumento dei ricoveri a causa del virus, da 176 a 208, salgono anche le Terapie intensive (da 16 a 26).

"Si conferma anche questa settimana - commenta Mattia Altini, Direttore Sanitario di Ausl Romagna - un trend in crescita della circolazione del virus, in linea con il livello regionale e nazionale. Un dato che continua ad impegnare l’Azienda, in particolar modo nell’azione di tracciamento dei casi, (quasi 53.000 in una settimana) fondamentale per evitare la crescita della diffusione. Ma i numeri, se guardati attentamente e raffrontati con la stessa settimana del 2020, ci dicono anche un’altra cosa. Ovvero, che l’azione del vaccino contro il covid, al pari degli altri vaccini che conosciamo da più tempo,  previene le forme più gravi che richiedono l’ospedalizzazione, il ricorso alle terapie intensive e purtroppo in alcuni casi anche il decesso. Nel 2020 nella stessa settimana di riferimento la media di ricoveri settimanali era pari a 553  contro l’attuale pari a 193; nelle terapie intensive era pari a 42 pazienti a fronte degli attuali  22; i decessi erano 157 contro gli attuali 19. Nel 2020 la nostra vita è stata stravolta dal lockdown, dalle restrizioni, dalla mancanza di socialità. Pensiamo a ciò che hanno vissuto i nostri ragazzi con la chiusura delle scuole! Se oggi, a pandemia ancora in corso, pur in presenza delle necessarie misure che dobbiamo continuare ad adottare ( mascherine, distanziamento, igiene delle mani), abbiamo ripreso le nostre attività e in larga misura la nostra socialità, lo dobbiamo solo alla forza del vaccino, unica vera barriera fra noi e il virus. Credo non ci sia altro da aggiungere, se non tornare a ribadire l’importanza per tutti di vaccinarsi".


 

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